L’ad del Lingotto ha dato forfait ventiquattro ore prima dello storico riavvicinamento con i metalmeccanici della Cgil perchè a suo dire deve andare in America. Ma la Camusso è caustica: “Non è di buon gusto l’assenza dell’amministratore delegato”.
Secondo quanto trasmesso dalle agenzie oggi Sergio Marchionne preferisce incontrare il sindacato Uaw, lo United Auto Workers, l’organizzazione che controllando il fondo pensionistico Veba tiene ancora in mano il timone della Chrysler, che il manager italo canadese vuole invece conquistare in esclusiva, arbitrato giudiziario statunitense permettendo.
A questo punto per Maurizio Landini non resta che attendere, a Roma, Pietro De Biasi, capo delle relazioni sindacali di Fiat. La sensazione dunque è che dopo la sentenza della Corte Costituzionale italiana, che ha rimesso in pista la Fiom riaprendole le porte delle fabbriche Fiat, l’amministratore delegato non sia speranzoso più di tanto circa l’esito del primo incontro con la sinistra sindacale, dopo quasi tre anni di guerra fredda. Del resto gli stessi segretari generali di Uil e Cisl hanno, con le loro dichiarazioni sferzanti nei riguardi dei metalmeccanici della Cgil ,già anticipato quello che sarà il risultato del faccia a faccia di oggi pomeriggio tra Fiat e Fiom.
Sia Angeletti che Bonanni hanno infatti sottolineato che se la Fiom non firma il contratto specifico dell’auto, che è il superamento del contratto nazionale, non si andrà da nessuna parte. Contratto specifico che secondo quanto stanno affermando i metalmeccanici della Cgil non ha più ragion d’essere proprio alla luce della recente sentenza della Consulta. Dal canto suo Maurizio Landini rimane però ottimista. “Vogliamo superare la fase dello scontro giudiziario con la Fiat”, promette. Intanto dalla segreteria generale della Cgil spunta un duro commento su Marchionne. “Non è di buon gusto la sua assenza al confronto con la Fiom”, stigmatizza Susanna Camusso.



