Fiat, la Panda rallenta: cassa integrazione a Pomigliano

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Mercati in allarme. Sofferenze un po’dovunque nei paesi Ue. Ma la situazione peggiore è in Italia. Terracciano ( Fim-Cisl ): “L’abolizione dell’articolo 18 è un falso problema: busseremo alla porta di Renzi per chiedere un piano credibile”.

Rallenta l’utilitaria made in Naples ed è cassa integrazione ordinaria a Pomigliano. Periodo: da giovedì 16 ottobre a lunedì 27 ottobre. Non succedeva da un anno. Proprio nello stesso periodo del 2013 la grande fabbrica partenopea si è fermata per cinque giorni, dal 7 all’11 ottobre. Stavolta però si tratterà di uno stop un po’più lungo, di otto giorni lavorativi. L’auto più venduta in Italia, seconda nel suo segmento, dopo la 500, nel mercato europeo, sta facendo registrare un calo degli ordini frutto di un’ulteriore, complessiva contrazione non solo nazionale ma anche continentale. Una crisi che sta coinvolgendo anche altri marchi internazionali.

“Purtroppo il mercato è quello che è”, aggiungono laconicamente dal Lingotto i portavoce Fiat. A ogni modo i sindacati firmatari del contratto dell’auto stoppano gli allarmismi. “Ogni anno, e proprio ad ottobre, si registrano cali fisiologici degli ordini – spiega Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – certo – aggiunge il dirigente sindacale – ora questo calo è aumentato e ciò fa riflettere: la crisi non trova sbocchi per cui la politica deve mobilitarsi una volta per tutte”. Nel frattempo slitta a Pomigliano il lancio della Panda Cross, previsto entro i primi giorni di settembre.
La versione crossover dell’utilitaria dovrà attendere ancora un po’ per trovare la sua più favorevole fase di immissione massiccia nel mercato. Ma c’è una buona notizia. La rende nota Raffaele Apetino, coordinatore della Fim Cisl per il settore auto napoletano. “Il primo ottobre saranno trasferiti negli organici di Pomigliano 6 cassintegrati ella ex Ergom”, annuncia Apetino. Si tratta però di una goccia d’acqua nel mare. La ex Ergom, o Marelli, è l’impianto di Poggioreale i cui 700 addetti sono flagellati da una cassa integrazione cronica, dal 2010, vale a dire da quando non lavorano più per le produzioni Alfa Romeo di Pomigliano, dismesse definitivamente nel 2011.

“C’e’ bisogno oggi più che mai di dare la sveglia al governo – aggiunge Apetino – noi come Fim lo faremo il 30 settembre, a palazzo Chigi, perchè la politica deve incentrare la sua azione per rilanciare il settore e per uscire dalle deflazione”. Tra dieci giorni, dunque, i metalmeccanici della Cisl manifesteranno sotto le mura del governo.”Stiamo vivendo una stagione di incertezza totale da parte dell’esecutivo – conclude Giuseppe Terracciano, segretario della Fim di Napoli – è una stagione che sta alimentando solo tensioni e conseguenti contrazioni dei consumi. Non c’è un progetto – lamenta il sindacalista – penso al costo dell’energia, ai trasporti, ai salari, al fisco. Intanto parlano di articolo 18 per non parlare dei veri problemi. Mi auguro che le forze politiche bussino alla porta di Renzi per tutelare le famiglie e sollecitare la crescita”.

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