Alla manifestazione di ieri mattina hanno partecipato un centinaio di operai della Marelli di Poggioreale e del Wcl di Nola.
Ai timori per l’assenza di produzioni nelle fabbriche si stanno aggiungendo quelli per la scadenza, ormai prossima, della cassa integrazione.
Preoccupazioni che ieri mattina hanno spinto i cassintegrati dell’indotto Fiat a manifestare in corteo a Pomigliano. Un centinaio i lavoratori che hanno partecipato alla protesta, in gran parte provenienti dalla Marelli di Poggioreale, fabbrica di componenti un tempo destinati alle vetture Alfa Romeo ma che da quando sono state avviate le produzioni Panda non produce quasi più. E’una vertenza, questa, supportata dalle segreterie di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e dagli attivisti Cobas. Alla manifestazione si sono aggiunti anche alcuni cassintegrati del polo logistico Fiat di Nola, il Wcl, portati in piazza da Cobas e Slai Cobas. “Reparto confino di Nola”, la scritta sul loro striscione. In testa al corteo, lo striscione della Marelli di Poggioreale.
Corteo che ha provocato la paralisi parziale della viabilità locale, per poi confluire nella piazza del municipio, protetto da un massiccio schieramento di polizia. “Sindaco, scendi, dacci risposte”, l’invito minaccioso gridato col megafono da Mimmo Mignano, operaio licenziato dalla Fiat e leader Cobas. Il messaggio di Mignano era rivolto al sindaco del Pdl, Raffaele Russo. La protesta è finita poco prima delle 13. Sono 750 i cassintegrati dell’indotto Marelli e 303 quelli del Wcl. Per gli addetti Marelli la cig scadrà il 7 luglio mentre per gli operai Wcl il 14 luglio.

