Ieri pomeriggio l’assemblea dei Cobas davanti ai cancelli della fabbrica di Pomigliano. E per domani sono previste nuove manifestazioni. Intanto i cassintegrati reclamano un’assemblea pubblica sulla crisi Fiat.
Il fatto che ieri alcuni cassintegrati iscritti alla Fiom si siano recati nella sede della Fismic, vale a dire del sindacato che forse più di tutti ha sostenuto il piano Fabbrica Italia, ha fatto serpeggiare l’idea che tra i metalmeccanici della Cgil e i loro “nemici” stiano intercorrendo prove di dialogo.
In realtà l’obiettivo dei lavoratori in cassa integrazione è per adesso di persuadere Fim, Uilm e Fismic a organizzare, insieme alla Fiom, un’assemblea unitaria e pubblica per chiarire la situazione in cui è piombata anche la grande fabbrica automobilistica partenopea. «Nessuna prova di dialogo – smentisce Franco Percuoco, esponente locale del sindacato guidato da Maurizio Landini – l’altra sera alla Uilm e ieri alla Fismic si è recata una delegazione di cassintegrati iscritti o ex iscritti a tutte le sigle sindacali, Fiom compresa, per cui non c’è stato nessun incontro tra noi e i sindacati firmatari. Comunque – aggiunge poi Percuoco – c’è bisogno di un’assemblea unitaria per dare tutte le spiegazioni possibili ai lavoratori».
Risposte che potrebbero giungere già sabato prossimo, quando Marchionne si recherà da Monti per il chiarimento tanto invocato dal governo. L’incontro sarà preceduto domani dall’ennesima giornata di mobilitazione dei cassintegrati di Pomigliano, scesi dopo tanto tempo in piazza l’altro giorno. Ieri la notizia della nuova mobilitazione è stata anticipata da un’assemblea organizzata davanti al varco operai dello stabilimento dai Cobas di Mimmo Mignano, operaio licenziato tre anni fa dopo una manifestazione anti Fiat. Intanto non si riesce ancora a prevedere che cosa possa accadere venerdì. E l’incognita sta facendo di nuovo alimentare tensioni. Che però è la stessa Fismic a voler stemperare.
«Siamo convinti anche noi – spiega Luigi Mercogliano, segretario regionale del sindacato di Roberto Di Maulo – che sia giunto il momento di fare il punto della situazione insieme ai lavoratori». Ieri però Giuseppe Terracciano, segretario generale della Fim-Cisl di Napoli e della Campania, ha fatto scrivere una nota in cui si annuncia che «bisogna riunire la rsa della Fip Fabbrica Italia Pomigliano allo scopo di stilare un’informativa per i lavoratori». Un messaggio in sindacalese che sembra quindi non andare nella direzione sperata dalla Fiom. Le fibrillazioni, dunque, restano. Sempre ieri il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, con un comunicato ha rincarato la dose delle accuse nei confronti dei metalmeccanici della Cgil, dopo la rissa verbale scoppiata martedì pomeriggio nel suo ufficio tra lui e i militanti della Fiom:
«Soggetti isolati che invece di rappresentare al meglio gli operai mettono sotto processo la mia posizione e lanciano offese e ingiurie dirette non a me, ma alla città». «Il problema – replica Franco Percuoco – è che siamo stati insultati e provocati dal sindaco e dai suoi amici mentre chiedevamo soltanto un consiglio comunale sulla crisi Fiat».
(Fonte foto: Rete Internet)






