Fiat, domani picchetti a Pomigliano. Obiettivo: bloccare la newco

Data:

Dopo quattro anni di divisioni Fim, Uilm e Fiom piazzeranno all’alba un picchetto unitario davanti al varco merci di Fabbrica Italia Pomigliano. La protesta scaturisce dalla situazione in cui versano i 720 cassintegrati della Fiat di Poggioreale.

Domani si consumerà un evento di quelli più unici che rari: la Fiom e i sindacati firmatari dell’accordo Panda, l’accordo separato del si a Marchionne, Fim, Uilm e Ugl, bloccheranno insieme il varco merci di Fabbrica Italia Pomigliano. Uno sciopero unitario del genere non si vedeva, a Pomigliano, attorno allo stabilimento automobilistico, da quattro anni, dalle proteste contro il varo del WCM, il World Class Manufacturing, il nuovo sistema di lavoro adottato nella newco.

In questo caso il picchetto unitario scaturisce dalla situazione in cui versa la Magneti Marelli-Pcma, l’impianto di Poggioreale della Fiat, chiamato anche ex Ergom, che ha prodotto plance e serbatoi fino al termine delle produzioni Alfa Romeo 159 e 147 ma che ormai da due anni non produce quasi più nulla, nonostante il varo, l’anno scorso, delle produzioni nuova Panda. Intanto 720 operai sono finiti in cassa integrazione per ristrutturazione. La cig scadrà il 6 luglio prossimo e non si ha la certezza che possa essere prorogata. Ma il problema di fondo è la produzione industriale. C’è una sorta di intesa verbale, tra i sindacati e la Fiat. Prevede che il 55 per cento della manodopera venga riassunto nella newco Fip. Circa 220 operai di Poggioreale sono effettivamente passati nella fabbrica di Pomigliano. Il resto però si trova senza lavoro. E non si intravedono spiragli.

Venerdì il prefetto di Napoli, Francesco Musolino, è riuscito a organizzare un incontro con l’assessore regionale al lavoro, Severino Nappi. Non si sa, però, se vi parteciperà la Fiat. Da qui la decisione unitaria di bloccare Pomigliano. Il picchetto sarà organizzato a partire dalle sei del mattino. Se dovesse riuscire c’è il rischio che la newco sia poi costretta a bloccare le produzioni, proprio nel primo giorno di rientro dei 2146 lavoratori dal quarto periodo, da agosto, di cassa integrazione ordinaria per crisi congiunturale. Sarebbe la prima chiusura forzata della fabbrica creata da Marchionne. Si apre dunque l’ennesima settimana molto difficile per Pomigliano. Domattina, alle sei, ci sarà il blocco dei lavoratori Magneti Marelli.

Due ore dopo i primi 19 dei 145 operai iscritti alla Fiom varcheranno la soglia della fabbrica per il loro primo giorno di lavoro nella newco, voluto da una sentenza della magistratura, che ha riconosciuto la discriminazione dell’azienda nei riguardi dei metalmeccanici della Cgil. Nel frattempo la Fiom, dopo aver nominato le sue rsa, ha chiesto alla Fiat la saletta sindacale, le bacheche e due assemblee di stabilimento, da effettuare giovedì e venerdì. Ma proprio per giovedì è programmato il secondo e ultimo esame congiunto tra azienda e sindacati firmatari, finalizzato alla ricerca di un accordo sull’avvio della procedura di licenziamento per 19 operai della newco, procedura decisa dopo la sentenza della magistratura favorevole alla Fiom. La fase è di quelle convulse. Nessuno riesce a prevederne gli esiti.

Condividi notizia sut:

[adrotate group="2"]

I più letti

[adrotate group="2"]

Chi ha letto questo articolo ha letto
Articoli correlati

Bimba di un anno rischia di soffocare con un boccone al fast food, salvata dal 118

  Una bambina di appena un anno ha rischiato di...

Notte di sangue a San Giuseppe, 23enne accoltellato: ha polmone perforato

  SAN GIUSEPPE VESUVIANO – Grave episodio di violenza nella...

Da Piazzolla di Nola alla Guida Michelin: il sogno americano dello chef Marco Giugliano conquista Miami

Il ristorante “Mano Libera” entra tra i locali consigliati...

Patrimonio immateriale e saper fare: la Regione dà l’ok per la valorizzazione di 8 Comuni con Nola capofila

Riceviamo e pubblichiamo   “Le botteghe artigiane diffuse: un viaggio nel...