Fiat di Pomigliano: morte di Vincenzo

Data:

Si chiamava Vincenzo Esposito Mocerino. Aveva 61 anni e gliene mancavano due alla pensione. Prima di cadere nel vuoto e battere la testa una gru gli ha tranciato il braccio.

Morire in fabbrica a 61 anni e a soli 24 mesi dalla pensione. Morire in fabbrica pochi giorno dopo il rientro da un lungo quanto indesiderato periodo di cassa integrazione. Vincenzo Esposito Mocerino, operaio della ditta di manutenzione e pulizia De Vizia, ieri mattina è stato trovato riverso in una pozza di sangue, sul fondo di una vasca del reparto verniciatura della Fiat di Pomigliano.

Era rientrato da qualche giorno in fabbrica Vincenzo, reduce da uno stop forzato in cassa integrazione. Gli mancavano due anni alla pensione. Raccapriccianti i particolari della vicenda. Vincenzo aveva iniziato la sua giornata di lavoro nel turno centrale, quello che parte alle otto del mattino e che termina alle cinque del pomeriggio. Ma intorno alle undici i colleghi non riuscivano più a mettersi in contatto con lui. Le ricerche sono durate più di un’ora. Alla fine qualcuno, verso mezzogiorno, ha osservato il corpo di un uomo riverso sul fondo di una vasca del reparto verniciatura, in un lago di sangue. Quel corpo era dell’operaio della De Vizia Vincenzo Esposito Mocerino.

Non si sa bene come sia avvenuta l’identificazione del lavoratore. Magistratura e carabinieri hanno lavorato per tutto il giorno nel tentativo di ricostruire l’ennesima morte bianca in salsa italiana. Quel che è certo è che l’episodio ha fatto scattare il primo sciopero dell’era Marchionne nello stabilimento “gioiello” della Fiat, impianto appena premiato da un’apposita commissione internazionale di esperti con la Gold Award, la medaglia d’oro per efficienza, qualità e modernità dei reparti e degli organici. Due ore di stop della catena di montaggio, dall’una alle tre del pomeriggio, proclamate dai sindacati firmatari dell’accordo Panda, Fim, Uilm, Fismic e Ugl, in segno di solidarietà al collega morto sul lavoro.

Non si sa bene però cosa sia accaduto a Vincenzo. Secondo quanto comunicato dalle stesse organizzazioni di categoria la vasca in cui ha trovato la morte Vincenzo era in disuso già da dieci anni. E’ una vasca profonda tra i quattro e i cinque metri, larga poco più di dieci per lato. Una sorta di “piscina” in cui finiscono i residui della sgrassatura delle scocche delle vetture. Residui che poi è necessario rimuovere con acqua scagliata ad alta pressione. Vincenzo a 61 anni per guadagnarsi da vivere faceva ancora questo nel reparto “bondair”, un lungo tunnel di grate di ferro, dove vengono preparate per essere verniciate le scocche delle vetture. Qui, alle dieci, si trovava Vincenzo. Quindi la caduta in una delle vasche di sgrassatura. Una morte straziante. Prima di cadere l’operaio è incappato in una gru, che gli ha tranciato un braccio.

“Siamo estremamente dispiaciuti per questa tragedia – spiega Aniello Pirozzi, operaio della Fiat ed rsa della Fismic – spero che la magistratura faccia totale chiarezza sull’accaduto. Ciò che noi delegati abbiamo saputo è che quella vasca era dismessa da oltre dieci anni e che non vi si poteva accedere”. “E’ un fatto gravissimo, una tragedia. Gli organici della Fiat da molti anni non vengono colpiti da fatti così gravi – aggiunge Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – peraltro in questo caso si tratta di una morte avvenuta nell’ambito di una ditta esterna, le cui modalità di servizio vengono decise al suo interno, per cui è necessario che si comprenda tutto, fino in fondo”.

Di tutt’altro avviso è Andrea Amendola, segretario regionale della Fiom. “La Fiat aveva detto che Pomigliano è la sua fabbrica più sicura – stigmatizza Amendola – la realtà, invece, è completamente diversa: a Pomigliano gli infortuni sul lavoro continuano a verificarsi. La Fiom a uspica che gli organi competenti accertino la verità e le responsabilità, ricordando che sulla salute e la vita dei lavoratori non si può giocare o speculare”. Oggi i Cobas del comitato di Lotta cassintegrati e licenziati Fiat manifesteranno davanti ai cancelli di Pomigliano.

Condividi notizia sut:

I più letti

Chi ha letto questo articolo ha letto
Articoli correlati

Casoria, fuga contromano: un 21enne e due 17enni denunciati dai carabinieri

E’ notte e i  carabinieri della Stazione di Casoria...

Marigliano, rifiuti abbandonati: la Polizia Locale identifica e denuncia un trasgressore

Ennesimo cittadino sorpreso a Pontecitra  ad abbandonare illecitamente rifiuti...

Terzigno, Ferragosto sicuro: intensificazione dei controlli di prevenzione incendi boschivi

Riceviamo e pubblichiamo   In vista dei prossimi giorni di ferie...