Parte il conto alla rovescia per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Nola con le elezioni del prossimo 25 maggio. Sei i candidati alla fascia tricolore tra cui Franco Ambrosio, presentatosi con la lista civica “Nola ai Nolani”.
Già sindaco di Nola nel 1996 per una coalizione di centrodestra e consigliere di opposizione durante l’ultima amministrazione comunale, Franco Ambrosio si ricandidata alla carica di primo cittadino. Settanta anni, padre di tre figlie e medico in pensione, Ambrosio si propone per queste elezioni comunali sostenuto da una lista civica, Nola ai Nolani.
Dopo numerose esperienze politiche alle spalle, tra cui anche quella di primo cittadino, cosa l’ha spinta a riproporsi in questa tornata elettorale?
“Per me è un fatto patologico! Sono un uomo che ha avuto diverse esperienze, politiche, personali, professionali. Non mi manca niente ma io amo Nola, è questo che mi spinge. Amo la politica vera, quella che è a servizio dei problemi della gente e non delle esigenze personali, infatti sono entrato in politica in un momento della mia vita in cui avevo già raggiunto le mie aspirazioni. Inoltre sono consigliere uscente, ho visto questa amministrazione che cosa ha combinato e ho sentito il dovere di candidarmi. L’ho fatto con una sola lista perchè io voglio essere libero, senza padroni. Di proposte ne ho avute di tutti i tipi ma la libertà è la mia necessità, a me queste battaglie piacciono”.
Quale è secondo lei il punto di forza di questa città?
“Nola ha una storia, è stata una delle più belle città fino a qualche anno fa. Nola ha una fisionomia funzionale e gradevole, ricca di piazze. Per fare una similitudine possiamo dire che i nostri avi ci hanno lasciato una bella proprietà. Nola era un centro fondamentale che contava 40.000 abitanti fino a poco fa, cioè fino a quando molti cittadini si sono spostati nei comuni limitrofi, che in questi anni hanno costruito tanto e concesso abbondanti licenze edilizie. Se aggiungiamo il problema di tanti giovani di qualità costretti a lavorare fuori ci possiamo rendere conto che abbiamo perso tanto”.
Quale è il punto debole di questa città?
“Da un punto di vista urbanistico ci siamo difesi pochissimo. Quando abbiamo permesso che strade a scorrimento veloce come la 7 bis diventassero il luogo di uffici, bar, negozi abbiamo desertificato Nola. Vanno riviste tante cose e tentare di recuperare laddove possibile. Una delle mie proposte elettorali è il rientro nella città del mercato. A Padova, per esempio, non c’è piazza che al mattino non abbia un mercatino, alle 14 si smonta e diventa salotto per bar e passeggio. Bisogna rivitalizzare il centro, portare gente che vive la città: qua se va via il tribunale è finita. Il problema è che i politici altolocati fanno finta di non vedere. Sono un malato e vorrei vedere la mia città come prima, anzi migliore di prima”.
La crisi del commercio e delle attività produttive è davanti agli occhi di tutti, ha previsto degli interventi a riguardo nel suo programma elettorale?
“Reperire fondi europei. I comuni che sono stati bravi a reperire fondi europei godono di flussi inimmaginabili. Ma i fondi arrivano se ci sono i progetti idonei, le capacità, bisogna creare un nucleo di super professionisti bravi e onesti che siano in grado di far ripartire la macchina comunale. L’economia nei comuni del nord così è stata salvata”.
Festa dei Gigli, un asso nella manica per la città e, allo stesso tempo, un difficile banco di prova per ogni sindaco. Qual è la sua posizione? Come saranno i suoi rapporti con la Fondazione? Come sfrutterà il sigillo Unesco?
“La festa dei gigli è una delle più belle in assoluto ma deve essere regolamentata. Nella mia passata esperienza da sindaco ho istituito l’ente festa e sono sempre stato a favore di una fondazione, ma una fondazione deve essere autosufficiente. Questa che spacciano per fondazione non lo è, è illeggittima perchè un’operazione del genere con la spending review non la si poteva fare e poi dove sta la dotazione patrimoniale?! Non parliamo delle nomine, gente inesperta e una caterva di persone che senza i soldi del comune non possono stampare neanche un manifesto. La festa va regolamentata seriamente perchè pur bellissima rappresenta un passivo per la città e ogni anno costa tantissimo ai nolani. È necessario studiare un ritorno, questa festa va messa sul mercato e venduta.
E chi abbiamo oggi nella giunta comunale?! Tutta la festa dei gigli, quelli che hanno fatto eleggere consiglieri e assessori: se questi paranzari vogliono comandare viviamo su mondi diversi, questi personaggi devono restare nel loro ruolo”.
Ci descriva lo spirito che anima la lista “Nola ai Nolani” e le persone ne fanno parte.
“Non abbiamo padroni. Siamo persone innamorate della città, competenti, trasparenti e libere. Non ho voluto nel modo più assoluto candidare personaggi chiacchierati, pure se molto votati. Ho candidati da lanciare, fior fiore di professionisti. Noi apparteniamo a tutt’altra gente, come dice il nome stesso della nostra lista vogliamo lasciare amministrare Nola ai Nolani”.
Tra gli altri cinque candidati a sindaco di Nola a chi si sente più vicino? Qual è il candidato che apprezza di più, quale quello a cui si sente più distante?
“Io mi auguro si vada al ballottaggio. Chiunque riesca contro il sistema Biancardi, Paolo Russo e qualche assessore comunale della peggior specie, un sistema che ho visto all’opera da quindici anni a questa parte, avrà il mio appoggio. Non devo fare accordi con nessuno. Dubito di essere vicino a qualche altro candidato perchè la mia è una lista del tutto autonoma e alcuni candidati sindaci non credo siano del tutto liberi ma non posso giudicare se prima non li vedo all’opera. L’attuale giunta è la peggiore”.
Nell’eventualità di un ballottaggio, la sua coalizione ha già prospettato delle strategie?
“Se riusciamo a liberarci dei personaggi sinora alla guida della città è già un grande risultato. Se al ballottaggio chiamano me, chiamano la trasparenza. Chiunque chiederà il mio appoggio deve avere determinati canoni morali ed etici. I miei candidati sono su questa lunghezza d’onda”.
Quali saranno le priorità di Franco Ambrosio sindaco?
“Qualche giorno fa ho chiesto al sindaco Biancardi se il comune di Nola fosse dissestato o meno. Aspetto ancora la sua risposta. Se così fosse queste elezioni si rivelerebbero del tutto inutili e possiamo tornarcene a casa, se invece ci sono le possibilità di sistemare i conti pubblici, si deve procedere con le cose necessarie: un sindaco ha l’obbligo di garantire i servizi essenziali ai cittadini, dopo viene il resto”.
Giunta tecnica o politica?
“Anche nella mia passata esperienza da sindaco, giunta tecnica. Che non esclude la possibilità di essere anche politica quando tra gli eletti risultano persone con determinate competenze”.
Un invito agli elettori: perchè votare Franco Ambrosio?
“Un po’ per la mia storia personale di uomo e di politico. Nei miei tre anni da sindaco ho fatto cose che ancora adesso sono importanti per la città: l’auditorium di Piazzolla, la scuola elementare a Polvica, il liceo pedagogico a Nola, il palazzetto dello sport, il cimitero nuovo, il cimitero a Piazzolla, 200 km di strada asfaltata a Piazzolla. Soprattutto l’invito a votarci è per il nostro modo di amministrare con competenza, massima trasparenza e garanzia di libertà. Noi siamo l’esatto contrario di come hanno amministrato fino ad adesso. La prossima domenica dobbiamo votare in maniera libera e a riguardo faccio un appello alla prefettura affinchè garantisca i modi e i tempi stabiliti dalla legge, senza la presenza di parlamentari o altro fuori ai seggi”.





