Ieri sera partecipazione di massa alla fiaccolata contro l’avvelenamento della terra. Tante le mamme dei bambini uccisi dal cancro. Lumi posati davanti alle proprietà degli inquinatori per denunciare decenni di impunità. Fotogallery
Non è stata la “consueta” passerella fine a se stessa. Alla fiaccolata di ieri sera “contro l’ecomafia ” e “per la bonifica” ha partecipato il popolo delle persone semplici, cittadini comuni flagellati da troppo tempo dall’invivibilità nell’hinterland napoletano e casertano. Migliaia i partecipanti alla manifestazione. Oltre cinquemila, secondo gli organizzatori. Poco meno di tremila per la prefettura. In prima fila le mamme dei bambini uccisi dal cancro. Donne disperate, che hanno abbracciato le immagini dei loro piccoli strappati alla vita, madri coraggio finite su una miriade di cartoline che saranno inviate al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Pina Leanza, voce rotta dalle lacrime, ha spiegato il suo dolore accanto alla foto gigante della sua bambina, Tonia De Sena, 6 anni, morta sei mesi fa per un medullo-blastoma: “ Tonia ha lottato per quattro anni e mezzo. Io ho imparato a lottare da lei. Ora combatto per i tantissimi bambini che si trovano nei nostri ospedali ”. Marzia Raccioppoli, di Casalnuovo, ha raccontato, sguardo di chi trattiene dentro un dolore senza fine, la tragedia che ha travolto suo figlio Antonio, nove anni, ucciso da un glioblastoma. “Un male prevalentemente causato – ha spiegato Marzia – dall’inquinamento ambientale”. Gente che non vuole più avere paura.
A un certo punto il corteo si è fermato davanti a un palazzo di proprietà di una nota famiglia di imprenditori dello smaltimento dei rifiuti, condannati in primo grado per aver seppellito nei terreni della provincia di Napoli una valanga di veleni delle fabbriche del Nord. Qui i manifestanti hanno posato una serie di candele, una per ogni morto di tumore. La fiaccolata è proseguita verso il cimitero, qualche chilometro più avanti, in un silenzio quasi irreale, smorzato dal suono di canzoni molto tristi. “ C’è stata una risposta enorme, in barba a una politica che sapeva da anni e che ha lasciato ai camorristi il compito di rivelare ciò che è successo”, il commento del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, anche lui fiaccola in pugno.
Di Maio ha alluso alla vicenda del pentito Schiavone. Da queste parti l’ultimo allarme inquinamento risale all’altro giorno e riguarda proprio Acerra. I tecnici dell’Arpac hanno comunicato alla commissione ambiente del comune che l’area del Bosco di Calabricito presenta livelli di contaminazione mille volte superiori a quelli tollerabili per legge. L’ecomafia si è scatenata in questa zona, dove ci sono lo scavo archeologico ( abbandonato ) dell’antica città di Suessola e l’ex museo della casina vanvitelliana ( ormai quasi rasa al suolo ). Ecomafia scatenata al punto che lo stesso Stato sembra alzare bandiera bianca ipotizzando l’impossibilità delle bonifiche.
“Chi dice che non si può fare niente è un folle – ha aggiunto Di Maio – semmai sarà necessario estromettere la camorra eliminando i subappalti ”. Don Maurizio Patriciello ha aggiunto: “ Questa storia del nesso di causalità è una truffa. Stasera abbiamo preso coscienza di essere stati ingannati ”. Infine l’appello del sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri: “ Ora avanti con le bonifiche ”.

