L’irruzione del vulcanico parlamentare Idv, Francesco Barbato, ha movimentato l’assemblea di ieri dei lavoratori dell’ipermercato, chiuso da due anni. 194 tra cassiere, operai e impiegati rimasti senza soldi e senza posto.
Quasi 200 dipendenti rimasti da sei mesi senza il salario della cassa integrazione, cassiere, operai, impiegati che reclamano da tempo, invano, non solo i salari arretrati della cig ma anche i soldi della loro liquidazione, ormai introvabili.
E’ il dramma scaturito dalla chiusura del primo ipermercato in provincia di Napoli, il Carrefour, che tutti nel Napoletano chiamano ancora col vecchio nome di Euromercato, quasi come se fosse entrato nell’immaginario collettivo alla stressa stregua del Vesuvio o del Maschio Angioino. La grande struttura di Casoria, nata nel 1978 e ubicata accanto alla trafficata circumvallazione esterna, meglio nota come la strada degli americani, da due anni versa in un uno stato d’abbandono demoralizzante. Ieri mattina qui, tra vetri divelti, immondizie d’ogni sorta e calcinacci caduti dai muri, si sono riuniti in assemblea i 194 dipendenti dell’ipermercato.
Hanno urlato a squarciagola la loro disperazione davanti al grande ingresso del Carrefour, impietosamente sbarrato da un’enorme saracinesca. Parole gridate, commenti che raccontano una vera odissea: “ Non ci pagano la cassa integrazione da sei mesi e non riescono a dirci che fine abbiano fatto i soldi della nostra liquidazione, ma quel che è peggio è che tra pochi mesi, a maggio, il regime di cassa integrazione scadrà e finiremo tutti in mezzo alla strada, licenziati ”. La società, la Iper Casoria, aveva rilevato l’iper, uomini e mezzi, due anni fa, dalla multinazionale francese Carrefour.
“Ma come avete fatto a firmare la cessione di ramo d’azienda se l’imprenditore campano che ha rilevato ora ci dice che non ha i soldi, nemmeno quelli della liquidazione?”, il polemico interrogativo posto dai lavoratori all’indirizzo dei sindacalisti presenti. “Denunceremo il fatto che non troviamo più il danaro del tfr – hanno avvertito le maestranze – circa tre milioni di euro”. Quindi il colpo di scena, l’irruzione sul posto del deputato dell’Idv Francesco Barbato. Il vulcanico parlamentare se l’è subito presa con uno dei sindacalisti presenti. Poi ha esclamato: “Certa gente dovrebbe stare a Poggioreale: domani farò subito un’interrogazione parlamentare”. Frasi che hanno strappato applausi a valanga.
Ma qualcuno, nella folla, ha eccepito: “Non vogliamo che sulla nostra pelle facciano la campagna elettorale, non vogliamo avvoltoi, politici che speculano sulle nostre disgrazie”. Finito il “ciclone” Barbato l’assemblea è ripresa tra le tensioni. Alla fine Ferdinando Verde ( Cisl ), Giuseppe Silvestri (Uil) e Peppe Metitiero (Cgil) hanno concordato con i lavoratori il piano di lotta. Stamane sindacati e maestranze si recheranno sotto le mura del municipio di Casoria. E dopodomani, giovedì 25 ottobre, manifestazione davanti all’ingresso del Carrefour di Marcianise.






