I test driver stanno provando le vetture appena prodotte, due nuove Panda e una 500, nella frazione di Tavernanova. Un’auto è rimasta danneggiata durante il raid.
Collaudatori della Fiat minacciati e rapinati, i vetri delle vetture prodotte dal Lingotto mandati in frantumi dalla violenza dei malviventi. E’già dura da sola la vita dei test-driver, i cosiddetti “mangia chilometri”, cioè degli operai che provano su strada le vetture sfornate dalla fabbrica di Pomigliano e dagli altri impianti del gruppo torinese.
Ma ciò che è successo alle quattro di stamane, a Casalnuovo di Napoli, rende il quadretto davvero a tinte fosche. Questo perché alcuni test driver dell’impianto automobilistico sono stati rapinati mentre stavano andando a prendere il caffè in un bar di Tavernanova di Casalnuovo, a poca distanza dallo stabilimento, in via nazionale delle Puglie. I collaudatori si erano concessi cinque minuti di pausa al termine di un lungo giro, a bordo delle nuove vetture Fiat, due nuove Panda e una 500. Un collaudo durato tutta la notte per le strade dell’hinterland. A un certo punto però quattro delinquenti, due di loro erano armati di pistole, hanno fatto irruzione sul posto. E non si sono limitati a rubare i portafogli degli operai di Pomigliano, vestiti con le inconfondibili tute Fiat.
Per intimidire bene le vittime i criminali hanno rotto a colpi di mazza i finestrini di una delle vetture, ancora in fase di collaudo, una Fiat 500. I rapinatori sono anche entrati nel bar, seminando il panico tra gli avventori terrorizzati. Secondo le prime ricostruzioni avrebbero sottratto dalla cassa dell’esercizio circa 600 euro. Resta il giallo sull’episodio consumato ai danni dei collaudatori Fiat e delle automobili che stavano provando. La sequenza del fatto è di quelle da cinema nero. Un paio d’ore prima dell’alba i collaudatori della Fiat, tre in tutto, si fermano davanti a un bar della frazione di Tavernanova di Casalnuovo, in via nazionale delle Puglie. Due di loro scendono dalle rispettive vetture che stanno provando, modelli di nuova Panda.
Il terzo resta in auto, una Fiat 500. All’improvviso entrano in scena tre brutti ceffi, a volto scoperto. Due sono armati di pistola. Il terzo impugna una mazza di ferro. Un quarto componente della banda aspetta alla guida di un’auto, un’Alfa Romeo 156. I rapinatori armati fanno stendere a terra i due collaudatori appena scesi dalle vetture in prova, Michele Scognamillio e Marco Cammarota, di 47 e 35 anni, entrambi di Fuorigrotta. I delinquenti gli strappano telefonini e portafogli. In quel frangente il terzo test driver, Raffaele Cerciello, 48 anni, di Pomigliano, rimasto nella sua auto da provare, tenta di fuggire. Rimette in moto. Ma il rapinatore armato di mazza se ne accorge, fa un balzo improvviso e sferra un colpo su un finestrino della 500.
Il vetro va in frantumi ma fortunatamente Cerciello riesce a far partire la vettura e scappa a tutta velocità. Dopo pochi minuti il test driver giunge sano e salvo nella Fiat di Pomigliano, al sicuro. Ma la rapina nel frattempo prosegue. Dopo aver immobilizzato i collaudatori Fiat la banda fa irruzione nel bar. I criminali puntano le armi sul cassiere e si fanno consegnare una mazzetta di banconote. Prima di scappare prendono anche un vassoio di cornetti. “Anche questo è nostro”, gridano in dialetto. Quindi la fuga, a bordo dell’Alfa.
(Fonte foto: Rete Internet)


