Casalnuovo, il Tar: “l’ultimo pezzo di storia deve essere demolito”

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Palazzo Berlingieri ha perso il vincolo della soprintendenza ai beni storici:i costruttori possono abbatterlo. Ora nella città del cemento selvaggio restano solo palazzo Lancillotti e una chiesa mutilata.

Una delle ultime testimonianze storiche della città del cemento selvaggio sta per dire addio alla memoria degli uomini. Ora infatti Palazzo Berlingieri, l’unico palazzo antico rimasto in piedi nel centro di Casalnuovo, non è più protetto dal vincolo della Soprintendenza. Le ruspe potranno dare il via alla demolizione dell’edificio già a partire da domani mattina. Domenica l’area sommitale di corso Umberto, dove affaccia il palazzo, sarà isolata per consentire alla pala meccanica di abbattere la struttura almeno per una buona metà. La decisione di togliere il vincolo è del Tar, il Tribunale amministrativo regionale, che ha accolto il ricorso dei proprietari, in società con una delle più note imprese di costruzione della zona. Già a marzo palazzo Berlingieri si presentava con la facciata sventrata, il tetto sparito, le pareti delle stanze frantumate.

“ Stava ormai per essere raso completamente al suolo ”, avevano dichiarato i vigili urbani, intervenuti per fermare lo scempio. Poi è intervenuta anche la Soprintendenza, che ponendo il vincolo storico aveva risparmiato la struttura all’implacabilità delle pale meccaniche spedite da Raffaele Servillo, noto costruttore della zona ed ex consigliere comunale. Il salvataggio però era giunto con un bel po’ di ritardo, cioè quando ormai la pala aveva demolito parte della facciata, tutto il tetto e molte delle strutture interne. In realtà, secondo le autorizzazioni ricevute, l’impresa edile che stava demolendo avrebbe dovuto mettere in sicurezza il palazzo, ridotto all’abbandono da sempre, senza cioè mutilarlo in quel modo.

Poi però i caschi bianchi si sono accorti che qualcosa stava andando storto nei lavori del cantiere aperto al corso Umberto, la strada principale di Casalnuovo, una lunghissima prospettiva di palazzi più o meno moderni, di ogni altezza e colore, sorti al posto di altrettanti edifici antichi. I vigili e i carabinieri si sono recati nel cantiere a bloccare le pale meccaniche, che avevano già inferto colpi mortali all’edificio. Intanto i militari della tenenza di Casalnuovo avevano acquisito in municipio tutti gli atti riguardanti la struttura mentre i caschi bianchi hanno sorvegliato giorno e notte il palazzo, con un piantonamento h 24 che ha avuto lo scopo di impedire il ritorno delle ruspe. Ma le ragioni del business hanno prevalso.

Il Tar si è pronunciato contro il vincolo e a favore della demolizione. Palazzo Berlingieri e il palazzo del principe Lancillotti, ubicato a poca distanza, nel rione Licignano, sono due delle ultime testimonianze del passato di una città di 53mila abitanti dove è stato fatto di tutto per cancellarne la storia. L’opera di demolizione materiale e culturale è stata attuata nello spazio di qualche decennio, fino a qualche anno fa, periodo del sacco edilizio di queste aree aggredite dalla camorra. Ma a Casalnuovo lo smantellamento sistematico del centro storico è stato più visibile che altrove. Nelle vicine Afragola, Acerra e Pomigliano infatti resistono all’avidità dell’uomo ancora molti palazzi antichi.

Qui invece è stata fatta tabula rasa. Nemmeno la cinquecentesca cappella Benedettina di Santa Maria ad Nives, nella frazione di Tavernanova, è stata risparmiata. Qui, sempre con la solita scusa della messa in sicurezza, è stato fatto fuori un intero campanile. Tranciato di netto, sparito insieme alla campana.

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