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Boscotrecase. Rivolta dei commercianti per il senso unico: “Calate vendite e profitti”

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A causa dei continui ingorghi, il sindaco Agnese Borrelli ha istituito il senso unico in via Cardinale Giuseppe Prisco. Nel giro di sette giorni è scattata la mobilitazione di residenti e negozianti: “Il provvedimento è stato svantaggioso per tutti”.

I quartiere è quello della Torretta, una zona del centro che brulica di negozi e caffetterie, e che proprio per questo è sempre stata piuttosto trafficata. Così è arrivata, appena sette giorni fa, la decisione dell’amministrazione comunale di istituire il senso unico nel tratto di via Cardinale Giuseppe Prisco, tra le intersezioni con via Giacomo Matteotti e via Nazionale.

Il sindaco Agnese Borrelli aveva avvertito la necessità istituire il senso unico di marcia, da nord verso sud, “allo scopo di far fronte al problema dei continui ingorghi, causati anche dalla sosta selvaggia dei veicoli lungo i margini di entrambe le semicarreggiate”. Ma al termine della prima settimana in cui è stato reso effettivo il provvedimento, i residenti sono già sul piede di guerra: tra questi i più penalizzati sarebbero i commercianti. Immediatamente è stato chiesto un incontro con l’amministrazione comunale: “Indire il senso unico non rappresenta il modo migliore per combattere gli ingorghi – dice il proprietario di un noto negozio di biancheria intima – sarebbe stato sufficiente dare ai vigili urbani un ordine servizio specifico”.

Alla delegazione di commercianti e cittadini del quartiere Torretta si è aggiunta anche una rappresentanza di commercianti del quartiere Annunziatella che hanno a lungo discusso con il sindaco Borrelli e il resto della giunta comunale. “La strada rappresenta la principale arteria di collegamento della cittadina e i residenti sono costretti a compiere un lungo percorso attraverso via Cresti (scarsamente illuminata e molto pericolosa nelle ore notturne) o via Pastrengo per tornare a casa” sono state le lamentele dei residenti, mentre i proprietari degli esercizi commerciali hanno affermato, conti alla mano, che “in una settimana hanno avvertito il calo delle vendite e dei profitti”.

Dopo aver ascoltato tutti, l’amministrazione ha chiesto una settimana di tempo per cercare una soluzione alternativa. Ma nel caso in cui non dovesse essere recepita l’istanza, i cittadini minacciano forme di protesta molto meno pacifiche di quelle attuate finora.

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