La struttura è nata lo scorso 2 giugno, quando i ragazzi hanno occupato pacificamente i locali in disuso di piazza Vargas. Ripulita e rimessa a nuovo, l’ex Asilo ospita numerose attività ma il Comune ha già emesso 3 ordinanze di sgombero.
Resistono i ragazzi del Csoa Asilo Quarantacinque. Non vogliono abbandonare il luogo che hanno desiderato, rimesso a nuovo e animato con convegni, presentazioni di libri, giochi per bambini, corsi per adulti e rappresentazioni teatrali. Ma non solo.
Dai locali di piazza Vargas partono anche le frequenze di una web radio, Radio Asilo Quarantacinque, dove a fare gli speaker sono proprio i ragazzi che scelgono la musica da trasmettere e informano gli utenti. Eppure, dopo quasi 5 mesi di lodevoli iniziative, il centro autogestito rischia di chiudere. Inutili sono state le 3 ordinanze di sgombero emesse dal Comune di Boscoreale e notificate dai vigili urbani. Ma ora l’assenza di corrente elettrica rischia di mettere seriamente in difficoltà i ragazzi. E’ stato il Comune a rescindere il contratto perché, ufficialmente, i locali dell’ex asilo non vengono utilizzati. Parte così la mobilitazione e già stasera i ragazzi si riuniranno per trovare il modo di far fronte all’ennesima forma di sfratto.
“Nel giro di quattro mesi, senza risorse economiche, sono stati organizzati mercatini, proiezioni cinematografiche, sagre, corsi di elettrotecnica, corsi di autoproduzione ed auto reddito, assemblee pubbliche su ambiente-lavoro-salute, uno screening per le patologie tumorali in piazza Pace, dibattiti, musica, una web radio, una cucina popolare, uno spazio giochi per i bambini del quartiere ed attività per gli anziani – spiegano i ragazzi – insomma, ci pare di aver fatto più di quanto le amministrazioni locali non abbiano mai fatto in decenni e ci chiediamo perché tempo fa questo posto non interessasse a nessuno, mentre ora sembra essere agognato da tutti, a tal punto che, l’ex sindaco Langella prima ed il commissario prefettizio ora, stanno facendo il possibile per serrare un luogo pubblico.”
L’occupazione pacifica dei locali non utilizzati dal Comune era stata preceduta, inoltre, da una raccolta di firme nell’ambito della campagna “Ci manca l’area”. Poi. il 2 giugno, i ragazzi varcarono pacificamente il cancello della scuola materna ridotta a discarica e affissero lo striscione che recitava “Riprendiamoci gli spazi”. Oggi per quello spazio lottano ancora e rivendicano la messa a nuovo di un luogo abbandonato divenuto centro di aggregazione e partecipazione per grandi e piccini.





