Bonifica del Sarno, non spetta a Gori realizzare le fogne

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Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar Campania.

La Quarta Sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2941 del 10 giugno 2014, ha finalmente chiuso la questione che vedeva contrapposti GORI e il Commissario per l’emergenza del fiume Sarno (oggi l’Agenzia Regionale ARCADIS) sul presunto obbligo della GORI di finanziare gli interventi per la realizzazione delle reti fognarie interne di alcuni comuni ricadenti nel bacino idrografico del fiume Sarno, tra i quali Scafati, Castellammare di Stabia, Nocera Inferiore, Gragnano, Sarno, Pompei, Ottaviano e Pagani.

Il Consiglio di Stato ha stabilito, infatti, che GORI non è più tenuta a corrispondere alcunché e che il Protocollo d’Intesa stipulato nel 2004 tra il Commissario, la Regione Campania, l’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano e la GORI va considerato come automaticamente risolto e non più valido per le parti, per effetto della sopraggiunta sentenza della Corte Costituzionale n°335 del 2008.

In pratica, il Protocollo prevedeva che il finanziamento posto a carico della GORI e pari a 48 milioni di euro (in parte già erogati), sarebbe stato garantito dai proventi relativi al servizio di depurazione. La sentenza della Corte Costituzionale n°335 ha invece sancito l’illegittimità del pagamento della quota di tariffa relativa alla depurazione in assenza del servizio, causando, di conseguenza, dei mancati introiti per GORI. La citata sentenza ha dunque costituito un fatto nuovo e non dipendente da GORI, ed è per questo che alla società è stata riconosciuta la sopravvenuta impossibilità a far fronte al residuo degli impegni finanziari derivanti dal Protocollo.

“La sentenza del Consiglio di Stato – dichiara l’amministratore delegato di GORI, Giovanni Paolo Marati – ripristina la verità dei fatti. Troppo spesso sono state ingiustificatamente imputate alla Società colpe e responsabilità. La realizzazione delle opere fognarie nel bacino idrografico del Sarno era una precisa competenza, sotto il profilo tecnico ed economico-finanziario, del Commissario per l’emergenza Sarno e, oggi, dell’ARCADIS. Tuttavia, con il Protocollo d’Intesa la GORI aveva voluto contribuire finanziariamente alla rapida risoluzione delle problematiche ambientali, destinando le risorse provenienti dalla riscossione dei canoni per il servizio di depurazione. Mancando tali risorse la Società, come chiarito dal Consiglio di Stato, non è stata più in grado di sostenere tali impegni”.

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