I carabinieri hanno sequestrato un edificio residenziale abusivo. Denunciati i proprietari e un geometra del comune. Nel mirino degli investigatori anche un consigliere comunale. Scoppia anche il caso dei falsi condoni.
Secondo la licenza edilizia rilasciata dal comune il palazzo sequestrato ieri dai carabinieri doveva essere una modesta casa colonica, un edificio da realizzare in un terreno agricolo e di cui avrebbe dovuto usufruire un’azienda agricola.
Ma la casa contadina, come per incanto, si è trasformata in un grosso cubo di cemento, abusivo. Non è finita. I carabinieri sostengono che l’azienda agricola in realtà sia un’impresa fantasma, la cui titolare non figura nell’apposito albo della Regione. L’inchiesta è agli inizi. Per il momento i militari, che hanno sigillato il palazzo e il cantiere intorno, hanno denunciato un funzionario dell’ufficio tecnico del comune, cioè il responsabile del procedimento edilizio, risultato, sempre secondo le forze dell’ordine, fasullo. Denunciati anche i due proprietari della struttura, un’anziana di 83 anni, alla quale è intestata la presunta impresa contadina, e suo figlio, un avvocato. L’indagine promette sviluppi.
L’impresa di costruzioni che ha realizzato il progetto “ agricolo ” è di un consigliere comunale, una figura politica di spicco nell’agone locale, che alle ultime elezioni ha raccolto una messe di voti. Un personaggio che comunque, e ciò è da sottolineare, non è indagato. Resta il fatto che nel frattempo la macchina comunale è stata raggiunta dai controlli delle forze dell’ordine per il coinvolgimento nella vicenda di un geometra dell’ufficio tecnico, denunciato a piede libero dai militari e deferito all’autorità giudiziaria. Gli si contesta la cosiddetta “ tecnica del pezzotto ”, un meccanismo tutto sommato semplice, salito prepotentemente alla ribalta durante lo scandalo dei palazzi abusivi scoppiato nel 2007 nell’attigua Casalnuovo.
Il “ pezzotto ” consiste nel rendere credibile un procedimento urbanistico ben poco attendibile sin dall’origine. Ecco la storia del procedimento dell’edificio di via Mulino Vecchio, a poche centinaia di metri dal municipio. Tempo fa una signora di Acerra ultra ottantenne presenta una richiesta al comune per costruire una casa colonica su un terreno agricolo. L’operazione risulta per legge realizzabile nel caso in cui il richiedente sia un’impresa agricola a tutti gli effetti. Aprile 2011: il comune rilascia la licenza esonerando la donna dal versamento degli oneri in quanto l’azienda agricola di cui è titolare ne è esentata. Gennaio 2012: l’anziana presenta una richiesta di variante in corso d’opera per aumentare le dimensioni dell’edificio a causa del sopraggiunto incremento della superficie del terreno in cui costruire.
Aprile 2012, periodo in cui Acerra è in piena campagna elettorale: grazie a un’istruttoria favorevole l’ente rilascia la variante. Variante che poi i carabinieri analizzano. Col seguente risultato: “ Il comune ha concesso la realizzazione di volumetrie ben superiori a quelle previste per una normale casa colonica e la titolare della licenza non risulta nell’albo regionale degli imprenditori agricoli. Infine: il rilascio della variante è avvenuto durante la sostanziale sospensione delle attività amministrative connesse all’edilizia a causa dei lavori, da parte della Regione, di adeguamento del Put, il Piano urbanistico territoriale ”.
Ma gli scandali si aggiungono ad altri scandali. La magistratura ha scoperto che una serie di condoni edilizi sarebbero stati rilasciati grazie alla consegna in municipio di una serie di bollettini di pagamento risultati falsi. Sarebbero stati spiccati alcuni avvisi di garanzia.






