Sant’Anastasia, quel rogo silenzioso senza fumi e senza fiamme…

«Questo rogo silenzioso, senza fumi e senza fiamme quando smetterà di avvelenarci? Sembra di vivere in un braciere sempre acceso». Sono parole di una cittadina di Madonna dell’Arco, Lina Mollo. Parole che come quasi ogni giorno, da mesi e mesi e ancora mesi affida a facebook. Ma la puzza è sempre lì. L’assessore Di Fraia: «Stiamo coinvolgendo forze dell’ordine e assessori all’ambiente dei paesi limitrofi».

Acre, maleodorante, temuta. Arriva ogni notte, la puzza. La sentono in tanti e la mente va a quello che potrebbe causare, la puzza. Cos’è che brucia? Respirare quell’aria – e in tanti vi sono costretti in queste notti afose – fa male? Porterà conseguenze? Nuocerà e in quale modo lo farà? E i bambini? Domande, solo domande senza risposta mentre puntuale la puzza arriva. Sa di bruciato ma il fumo non si vede, le fiamme non ci sono.

«A quest’ora le persone oneste dormono. Dovrebbero dormire. Tra poco si ritorna a lavorare. In un paese “normale” è così. Questa notte, come ogni notte, non si dorme – scrive Lina Mollo – un nemico invisibile ci tiene svegli. Prigionieri. Un nemico vigliacco contro il quale la gente non sa che fare. Come difendersi. Un fetore indescrivibile si è intrufolato, ancora una volta, nelle nostre case. Nei nostri polmoni. Nelle nostre vite. Ci attanaglia. Ci sfida. Ci innervosisce. Da anni stiamo lottando per reclamare il diritto al respiro. Il diritto al riposo. Purtroppo non abbiamo cavato un ragno dal buco. Siamo esasperati. Educatamente invochiamo aiuto ma invano. Diteci quel fetore da dove proviene. Perché ancora non lo si è sconfitto. Chi sono i responsabili. Questi intoccabili potenti – prepotenti che fanno quello che vogliono. Perché ancora non si riesce a trovarli. Possiamo permetterci il lusso di riposare la notte? Possiamo ritornare a respirare? ».

Alfonso Di Fraia

A chi chiedere? Da chi invocare risposte? Finora non ci sono state. Questo è un paese dove non si riesce a combattere efficacemente contro le storture. Figuriamoci contro un nemico invisibile. Abbiamo provato a chiedere spiegazioni, anche a chiedere promesse, al nuovo assessore all’ambiente del comune di Sant’Anastasia, già consigliere comunale della prima giunta Abete. Lui è Alfonso Di Fraia e in queste ore ha il suo da fare con l’emergenza rifiuti e con le conseguenti polemiche. Emergenza che non riguarda soltanto Sant’Anastasia e che – è facile prevederlo – peggiorerà nei prossimi mesi con il blocco temporaneo dell’impianto di Acerra.

Abbiamo dunque chiesto all’assessore Di Fraia cosa intenda fare, quali risposte si possono dare ai cittadini che ogni notte vivono in questa cappa soffocante. «Non è un problema che ho preso sottogamba, questo vorrei dirlo con fermezza – dice Di Fraia – intanto ho già dato una scorsa alle missive esistenti, alle denunce, alla corrispondenza che testimonia colloqui con la Forestale. Interventi mirati per individuare la provenienza di questo odore che ci sta tutti preoccupando molto ci sono stati, come ci sono state ricognizioni notturne con i volontari della Protezione Civile e con gli ispettori ambientali. Già da oggi passeremo agli atti ufficiali e giacché ho una precisa idea, sia pure ufficiosa, della zona dalla quale proviene questa cappa acre, senza fumo né fuoco, avrò cura di coinvolgere i colleghi assessori all’ambiente di Pollena Trocchia e Cercola. Alcune ipotesi ci sono e saranno naturalmente interessate le forze dell’ordine, conto di convocare una riunione al più tardi la prossima settimana».

 

Un commento su “Sant’Anastasia, quel rogo silenzioso senza fumi e senza fiamme…”

  1. Purtroppo la questione della puzza segnalata nell’articolo non è nè nuova nè recente. E’ un problema avvertito e denunciato da almeno tre o quattro anni. Chi scrive si è recato anche alla stazione dei carabinieri di Cercola e tutto ciò che sono stati in grado di dire è che volevano indicazioni da dove provenisse la puzza.
    Dal tipo di odore è abbastanza evidente che è legato a qualche piccola azienda che di notte si libera illegalmente di rifiuti che altrimenti dovrebbe trattare e smaltire diversamente. Poichè non sono migliaia le aziende sul nostro territorio è facile dedurre che se vivessimo in un paese normale e ci fosse la volontà di indagare e intervenire non sarebbe difficile individuare la fonte e interrompere questo sconcio che, certamente, oltre al cattivo odore è probabile che arrechi danni alla salute. D’altra parte conviviamo da decenni con un problema ancora più vasto e grave che è quello della cosiddetta terra dei fuochi che, nonostante i tanti annunci, ancora non è stato debellato. Di questo invece è abbastanza documentato il rischio oncologico dei suoi effetti.
    La puzza si avverte netta percorrendo la bretella proveniente da Casoria, nel punto di confine tra i comuni di Sant’Anastasia, Pollena e Cercola. Mi auguro che questo articolo possa smuovere un pò le coscienze e far si che un coordinamento tra le amministrazioni dei tre comuni, delle polizie municipali e delle forze di polizia, possa finalmente scovare e mettere fine a questa grave illegalità.
    Antonio Sasso

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