Ercolano, i NOE a Cava Montone

Alla fine, nonostante l’assenza dell’amministrazione ercolanese, la cecità dei negazionisti e di chi in malafede voleva cancellare con un colpo di spugna uno squallido passato, si attua il primo passo per conoscere il reale stato ambientale di San Vito.

Questa mattina, i Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) hanno avviato i primi rilievi per riscontrare l’effettiva presenza di sostanze pericolose e inquinanti in località Cava Montone a Ercolano, parte del più vasto e complesso scenario di discariche legali ed abusive di San Vito e dintorni.

L’azione della Benemerita è la conseguenza di due esposti alla Procura della Repubblica di Napoli, ad opera di due comitati civici che hanno negli anni lottato contro omertà e malaffare pur di mettere in luce quello che stava accadendo sotto gli occhi di tutti, ovvero l’occultamento di sostanze tossiche nelle cave dismesse e nelle campagne circostanti la popolosa frazione di Ercolano.

Da anni in quei luoghi si riscontra un incremento sospetto e preoccupante di casi di neoplasie di varia forma e in prevalenza alle vie respiratorie e per questo si sono formati comitati civici per affrontare la situazione e cercare di vederci più chiaro. Sono nati comitati contro il cosiddetto elettrosmog, e altri che hanno puntato la loro attenzione sulla questione più generale, realizzando uno screening tra la popolazione della frazione, per valutare l’effettivo incremento delle patologie ascrivibili a questioni ambientali.

Questo può essere considerato un primo successo di questi operatori civici i quali, non senza difficoltà, stanno riuscendo a mettere luce su quella che a pieno titolo va considerata la Terra dei Fuochi vesuviana. Non ci resta quindi che attendere i risultati dei prelievi e sperare che si avvii finalmente il risanamento del territorio.

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