Somma Vesuviana festeggia Padre Leopoldo Feola con una serata di solidarietà.
Padre Leopoldo Feola, missionario trinitario originario di Somma Vesuviana, compie ottant’anni. Una vita al servizio dei bambini e dei più deboli, dedicata alla diffusione della dottrina di Cristo e della Buona Novella nelle comunità più povere del Madagascar, dove svolge la sua missione da oltre cinquant’anni.
La comunità di Somma Vesuviana ha deciso di festeggiare il suo ottantesimo compleanno con una serata speciale, in programma lunedì 26 ottobre, presso il convento dei Padri Trinitari. Alle ore 18 sarà celebrata una Messa solenne, cui seguirà, alle ore 19, un incontro dal titolo Racconti di vita dal Madagascar, durante il quale padre Leopoldo ripercorrerà la sua lunga esperienza missionaria. Alle ore 20.30, presso l’Osteria 1 di via Colonnello Aliperta n. 6, si terrà una cena di solidarietà, il cui ricavato sarà devoluto ai progetti della missione in Madagascar.
L’esempio offerto da padre Feola contrasta con le tristi notizie di distruzione e di morte che ogni giorno giungono dai fronti russo-ucraino, israelo-palestinese e dagli altri teatri di guerra presenti nel mondo. Migliaia di persone inermi, tra cui numerosi bambini, perdono la vita sotto le bombe e gli attacchi dei droni.
«Ognuno di noi deve fare di più per difendere la vita e la pace – ama ripetere padre Leopoldo –. Da parte mia cerco di diffondere la dottrina cristiana che mi impegna a dar da mangiare agli affamati, a dar da bere agli assetati, a vestire gli ignudi, a difendere i più deboli, a curare gli ammalati e a promuovere altri precetti di amore e di carità».
Fin da piccolo il sacerdote trinitario ha avvertito la vocazione missionaria.
«Sono stato ordinato sacerdote nel 1973 – racconta – e nel 1974 sono partito per il Madagascar, dove ho svolto ininterrottamente la mia missione fino a oggi. Ogni tanto ritorno in Italia, dove ho una bella e numerosa famiglia, ma ripartirò i primi giorni di novembre per il Madagascar, dove tanta gente mi aspetta».
Grande è l’impegno di padre Leopoldo per aiutare gli ammalati, i bambini e le persone più fragili, in un Paese dove la povertà e la carenza di strutture sanitarie rendono precarie le condizioni di vita di una parte della popolazione.
Particolarmente difficile è la condizione dei bambini che vivono nei villaggi più isolati, dove la povertà e la mancanza di assistenza sanitaria rendono spesso precaria la sopravvivenza. In alcune comunità del Madagascar, antiche credenze legate alla nascita dei gemelli hanno determinato anche casi di abbandono. A queste situazioni si aggiungono le difficoltà dei bambini con disabilità, spesso esposti a discriminazioni ed esclusione sociale. In tali realtà operano religiosi e organizzazioni di assistenza, impegnati nella protezione dei più piccoli e nel sostegno alle famiglie.
«Negli ultimi tempi – osserva ancora padre Feola – gli aiuti che partono dalle nazioni più evolute sono diminuiti. Anche nel mondo occidentale c’è una grave crisi economica, i cui effetti si fanno sentire. In ogni caso ci arrangiamo e cerchiamo di sopravvivere con il poco che abbiamo».
I religiosi sono spesso costretti ad affrontare grandi sacrifici per svolgere la loro missione. Mancano acqua potabile, generi alimentari, medicinali e mezzi di trasporto. Per raggiungere i villaggi più lontani devono percorrere lunghi tragitti a piedi o a dorso di mulo.
Nonostante le difficoltà, padre Leopoldo continua la sua opera con la stessa determinazione che lo spinse, nel lontano 1974, a lasciare Somma Vesuviana per il Madagascar.
La serata del 26 ottobre sarà dunque un’occasione per celebrare gli ottant’anni di un sacerdote che ha dedicato la propria vita agli altri, ma anche per offrire un contributo concreto a sostegno delle popolazioni che da oltre mezzo secolo assiste.
Foto: Padre Leopoldo Feola durante la sua missione in Madagascar.

