#15 – Mourinho chiagne e ‘o Napule fotte

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Titolo e riassumo la partita con la Roma di Mourinho con “Mourinho chiagne e ‘o Napule fotte” ispirandomi al detto napoletano “chagne e fotte”.

Le partite si possono vincere in qualsiasi maniera, qualsiasi gioco ha la dignitià di questo nome, fino a quando c’è un’idea, un piano. E secondo il mio parere il gioco pragmatico e aggressivo di Mourinho ha il suo senso, come avrebbe senso il suo piano contro il Napoli di non prendere gol e provare a vincerla sfruttando tutte le occasioni lasciate dall’avversario. Ma Mourinho non può meritarsi il giusto credito, perché le sue affermazioni danno l’idea di uno che la partita non l’ha vista. Il primo tempo è in equilibrio, e vede un Napoli che mantiene il pallino del gioco e la Roma che prova a scavalcare il centrocampo in cerca della fuga oltre la difesa azzurra. Ma l’ago della bilancia inizia a pendere sempre di più dal lato del Napoli che, nella ripresa, dimostra di essere l’unica squadra a volerla vincere. E’ Osimhen che, lanciato in profondità, sfrutta finalmente la falla avversaria e permette agli azzurri di portare a casa i 3 punti in una partita che meritano di vincere. Bravo il mister a volerlo tenere in campo, confidando nelle sue capacità.

A Roma c’era una squadra mandata in campo dal suo allenatore per arrivare al gol. E poi ce n’era un’altra, tirata a molla dall’altro allenatore (sempre sopra le righe in occasione di ogni decisione dell’arbitro). La prestazione della Roma è sotto gli occhi di tutti, ha giocato una buona partita, ma ha tentato soprattutto di fermare l’avversario, non riuscendo mai a centrare lo specchio della porta, ha terminato con un possesso palla inferiore. E’ giustamente soccombente. Il Napoli soffre e vince, la partita con la Roma non è stata una passeggiata, anzi. Dimostra ancora una volta di avere qualcosa in più rispetto alle sue versioni passate, eguaglia le 11 vittorie consecutive dell’epoca d’oro e prende il possesso della classifica.