Continuano le polemiche per la bufera giudiziaria sullo scambio elettorale politico-mafioso a Melito.
Dopo l’arresto di 18 persone tra cui il sindaco Mottola, è finito sotto accusa anche l’imprenditore Emilio Rostan, padre dell’ex deputata Michela Rostan.
L’uomo sarebbe coinvolto nella vicenda giudiziaria non solo per affari imprenditoriali risalenti al 2005/2006 intrapresi con Alfredo Cicala, ex sindaco di Melito poi arrestato per associazione mafiosa a causa della collaborazione attiva negli affari del clan Di Lauro, ma anche per la corruzione di un consigliere comunale di Melito. Sotto la lente della Dda una busta contente soldi per indurlo a votare una determinata fazione.
Le intercettazioni scovate dalla Procura di Napoli risalenti alle elezioni del 2022 sono specifiche e dettagliate: conversazioni telefoniche e movimenti bancari che – per la Dda – parlano chiaro e che hanno portato all’arresto dell’imprenditore
Una vera e propria bufera quella accaduta a Melito che ormai dagli anni ’90 è al centro delle cronache politiche per continue infiltrazioni camorristiche e favoreggiamenti nei confronti dell’operato dei clan che, in questo modo, hanno potuto non solo inserirsi nelle trafile politiche, ma hanno manovrato un’intera amministrazione per più di trent’anni.


