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Volla, a tu per tu con Luciano Manfellotti.

Le elezioni amministrative del 5 giugno scorso a Volla hanno determinato il ballottaggio tra Luciano Manfellotti (41,01% al primo turno) e Andrea Viscovo (28,08% al primo turno). 

Perché i cittadini dovrebbero votare Lei, Dott. Manfellotti, e non Viscovo?

Vorrei in un certo senso un po’ sviare la domanda. Abbiamo improntato sin dal primo giorno la nostra campagna elettorale guardando esclusivamente a noi stessi, pertanto risponderò dicendo perché il cittadino di Volla dovrebbe votare me, tralasciando i motivi per cui i cittadini non dovrebbero votare il mio “competitor”. Volla dovrebbe votarmi perché sono figlio di questa terra. Terra che per me è meravigliosa e a cui devo tanto. Oggi è giunto il momento di restituire quanto di bene questo paese ha fatto per me e la mia famiglia. Volla dovrebbe votarmi perché l’abbiamo messa al centro del mio programma elettorale: un laboratorio di idee, e non il solito Libro dei Sogni, stilato con gli uomini e le donne della mia coalizione, tutte persona oneste e capaci, di cui conosco la storia personale e politica. Dovrebbe votarmi perché durante questa campagna elettorale non abbiamo lanciato accuse né iniziato diatribe politiche fine a se stesse, ma abbiamo proposto idee e progetti, tra l’altro già avallati da studi di fattibilità. Dovrebbe votarmi perché in questo periodo di disaffezionamento alla politica, in cui si sente parlare troppo spesso di politici attaccati alle poltrone e spinti dalla sola volontà di fare carriera, ho scelto di devolvere, assieme a qualche esponente della mia coalizione, la mia indennità da sindaco per un fondo di sviluppo sociale. Dovrebbe votarmi perché ho già individuato possibilità di recupero fondi e finanziamenti per realizzare i progetti in grado di risollevare il territorio. Chiaro che nel caso in cui la gente dovesse decidere al ballottaggio di riconfermare in noi la fiducia già mostrata nella giornata di Domenica 5 Giugno, dimostrerebbe di aver scelto alla guida di questa città una persona (e una squadra di persone), che vivendo il territorio e conoscendo le sue potenzialità e i suoi limiti, sarà capace di superare le criticità per realizzare una città certamente più identitaria e a misura di cittadino.

Cosa potrebbe cambiare in caso di una sua vittoria?

Nel caso in cui dovessi diventare sindaco di questa città darò il mio cuore, la mia anima, tutto me stesso per rendere il nostro, il paese più vivibile dell’intero vesuviano.

Quali saranno i criteri di scelta degli assessori in caso di vittoria?  

Ho avuto, come ho già detto inizialmente, prima della campagna elettorale, dai gruppi che mi sostengono una rosa di nomi, in base alle professioni alle caratteristiche. Sto valutando i curricula. Deciderò io autonomamente, con l’aiuto dei gruppi. E’ questa la novità, poi dopo valuteremo insieme. In questa rosa di nomi sono compresi anche alcuni eletti.

Riassuma sommariamente i punti del programma che avete proposto ai cittadini. La macchina comunale, il sociale, le aree verdi, la viabilità, la raccolta differenziata, l’illuminazione, la sicurezza, la cementificazione … sono tutte questioni molto sentite dalla popolazione. Cosa farete in caso di una vostra vittoria?

Io non la chiamo macchina comunale, io la chiamo uomini e donne, e non la considero una macchina. La scelta della mia candidatura, attraverso gli amici che mi hanno proposto, è stata per portare un nuovo metodo che è quello di dialogare con gli uomini e donne dell’amministrazione per creare un rapporto. Cosa che non c’è stata fino adesso. Io ho parlato con i vari gruppi, i vari settori, i vari caposettore, ed ho trovato piena disponibilità. Ho dialogato con loro delle varie problematiche, non solo di quelle del paese, ma delle problematiche loro. Se le problematiche del paese sono le problematiche tue, come amministratore, per una serie di cose, e non vedi quali sono le problematiche dei dipendenti, di chi lavora tutti giorni, avrai uno scontro. Io per eliminare lo scontro sono andato da loro a valutare, e sono giunto alla conclusione che ci sta gente che vuole lavorare, ed è messa da parte. Vediamo, apriamo questo dialogo con loro, mettiamole alla prova per vedere se davvero vogliono fare di tutto. Il metodo deve essere questo, risparmiamo e questi risparmi sono quelli che si possono trasferire in quelle cose che abbiamo detto, come tessuto sociale, sono tante piccole cose che fanno il risparmio.

Quindi sei favorevole alle internalizzazioni e non portare all’esterno i vari servizi?

Assolutamente si! Il vecchio sistema è quello di esternalizzare, perché consente di mettere parenti e amici. Io voglio avere la capacità di creare occupazione, non per uno ma per cento, e in quel caso se ci fosse anche mio nipote dentro nessuno può dire nulla.

Cosa pensa di fare sulla cementificazione che è avvenuta negli ultimi anni a Volla?

Si parla di cementificazione, però non ho letto né ascoltato una proposta da parte del nostro avversario. Risposte non ce ne stanno. Noi abbiamo progetti a breve, a medio e a lungo termine, e tutto quello che vogliamo fare è supportato da progetti di fattibilità (ad esempio l’ecoparco canino, il parco pubblico, il percorso del running), come le proposte fatte da me quando ero consigliere comunale, proposte concrete non campate in aria. Per queste ho chiesto informazioni, ho scritto dei protocolli, ho chiesto le carte. Vorremmo fare 5 aree individuate in tutto il paese con i soldi dell’indennità del sindaco e con la partecipazione volontaria degli assessori e degli altri (azionariato popolare? ndr).  Oggi nell’UTC ci sono 130 concessioni che giacciono, congelate dal commissario. Che cosa sta succedendo? Che cosa s’intende fare? Noi vogliamo fare una fotografia del momento e cominciare ad equilibrare con servizi necessari. Ci siamo recati da un noto urbanista e abbiamo chiesto il suo parere. E’ così che si fa la politica, quando si vuole bene al territorio, quando il territorio lo senti tuo. Ma se il territorio lo vedi solo come una cosa da conquistare… leggevo che le liste del nostro avversario sono state preparate tre anni fa: questa è una bramosia di potere e il paese non si può portare avanti così. Si porta avanti con il lavoro, con dei progetti, e i progetti si fanno con i cittadini.

Parliamo del tema della sicurezza.

Il territorio va presidiato di più con un coordinamento tra le forze dell’ordine. La nostra esigenza è quella di trovare i “vigilini”. Dovremmo potenziare l’illuminazione e migliorarla con nuove energie. Ho sentito dire che il programma del mio avversario è simile a quello del M5S solo per attrarre. Noi pensiamo che se un progetto è valido resterà valido se lo farà la maggioranza o l’opposizione. Se c’è un’idea del Movimento 5 Stelle ed è buona, ben venga.

Raccolta differenziata.

La tassa sui rifiuti è cara. Non c’è un regolamento di meritocrazia, di premialità per chi è più virtuoso. Noi dobbiamo differenziare anche le persone perché chi merita deve essere premiato

Reddito Sociale.

Voglio ringraziare pubblicamente il candidato Riccio Giovanni, una persona che entra nelle case a sostituire l’amministrazione, a chi deve fare il sociale… mi ha fatto scoprire le vere situazioni di disagio sociale. Istituiremo una commissione di controllo delle persone veramente bisognose. I soldi li potremmo prendere, ad esempio, dai proventi della pubblicità il cui regolamento non è stato mai completato.

Manca poco alla finale del 19 giungo p.v. , e i due candidati, con i rispettivi schieramenti si danno da fare per riconfermare il consenso e cercare di incrementarlo, a tal punto da poter determinare la vittoria. Dalla vittoria dell’uno o dell’altro cambierà anche l’assetto del consiglio comunale e della giunta. Forse anche per questo, per spronare le loro squadre, i due candidati non hanno voluto comunicare prima chi saranno gli assessori in caso di vittoria. Quindi, la “caccia” all’ultimo voto, fino all’ultimo minuto, fino all’ultimo sforzo, continua.

 

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