Vesuvio, spariti fondi zona rossa: Comuni a secco

0
316

 

SANT’ANTASTASIA – Con lo slogan “Noi non ci stiamo”, il sindaco di Sant’Anastasia (NA) Carmine Esposito ha organizzato per venerdì 19 novembre alle ore 17:30 nell’aula consiliare, sita in palazzo Siano, un incontro per far sentire la voce dei territori che non devono morire, invitando i sindaci dei 18 comuni dell’area vesuviana, cioè i comuni “storici” della zona rossa, e i sindaci dei comuni ricadenti nella zona rossa ampliata nel 2013, per un totale di 25 comuni.

Quella che si che si preannuncia come una stagione di protesta da parte del primo cittadino Esposito è una lettura attenta della legge 21/2003 che ha istituito la zona rossa e che prevedeva misure di compensazione per gli stessi comuni storici per circa 800 milioni di euro. Si legge in un volantino – in distribuzione per tutti i comuni dell’area vesuviana – che inspiegabilmente la regione e la città metropolitana sembra non abbiano più intenzione di erogare questi fondi di compensazione.
É doveroso ricordare che il sindaco Carmine Esposito non è nuovo alle critiche e contestazione della zona rossa e in passato ne fece una battaglia che durò per moltissimo tempo e portò la regione Campania e la politica a prendere in considerazione la possibilità di consentire spazi più ampi di sviluppo e crescita per i comuni dell’area vesuviana.
Ed inoltre la Regione Campania intervenne sui confini della zona rossa ampliandoli in considerazione di uno scenario basato su ipotesi più realistiche, come lo studio dei venti e la conseguente caduta delle ceneri. Dal 2013, quindi, i comuni in zona rossa (suddivisa in zone 1 e 2) sono aumentati da 18 a 25.
“La mia battaglia per la zona rossa non si è mai esaurita ed ora che sono di nuovo sindaco del comune di Sant’Anastasia ho intenzione di riprendere quella che mi sembra una sacrosanta battaglia per difendere i cittadini, i territori, le necessità dei meno abbienti e anche garantire – nel caso che il Vesuvio dia segni di pericolo, dice il sindaco Esposito – una ordinata e sicura fuga dai paesi vesuviani che passa attraverso il potenziamento delle infrastrutture e delle stesse vie di fuga. Noi non ci stiamo ad essere ancora una volta mortificati e non ci stiamo a perdere i finanziamenti inseriti nella stessa legge 21 del 2003 purtroppo disattesa fino ad oggi. Il mio invito è rivolto a tutti i politici, è rivolto alla regione Campania e soprattutto è rivolto in questa fase ai sindaci dell’area vesuviana in quanto le nostre voci accomunate da uno stesso obiettivo, ne sono certo, potranno aprire un varco di ascolto e di dialogo da parte della regione Campania“.