Ucciso per parcheggio, festa social per la scarcerazione di uno degli accusati

Like e celebrazioni dopo l'uscita da Poggioreale di uno dei presunti assassini del povero Cerrato. L'indignazione del sindaco

0
601

 

TORRE ANNUNZIATA – Il tribunale del Riesame ha disposto la scarcerazione di Francesco Cirillo, 67 anni di Torre Annunziata, una delle quattro persone arrestate (l’ultima in ordine di tempo) nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Maurizio Cerrato, l’uomo ucciso in via IV Novembre per avere difeso la figlia, a sua volta aggredita solo per avere parcheggiato in un posto in strada occupato in precedenza con una sedia.

 

Accogliendo le motivazioni avanzate dal difensore del sessantasettenne, il tribunale della libertà ha riformulata l’accusa per il pregiudicato in concorso anomalo in omicidio volontario. Per la difesa di Cirillo infatti, quest’ultimo avrebbe sì partecipato alla spedizione punitiva nei confronti di Cerrato ma non con l’intento di ucciderlo. Insieme a Cirillo erano finiti in carcere anche i fratelli Giorgio e Domenico Scaramella e Antonio Cirillo, ritenuto colui che avrebbe sferrato la coltellata costata la vita al sessantunenne.

Indignazione per la festa social

”Seguiamo con estrema attenzione l’evolversi processuale dell’omicidio di Maurizio Cerrato, assassinato lo scorso 19 aprile dopo aver soccorso la figlia in seguito ad una lite per un parcheggio. Efferato delitto che certamente non ha lasciato indifferente questa amministrazione, sempre in prima linea nella difesa della legalità e nella lotta contro qualsiasi fenomeno criminale” ha dichiarato il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione, indignato per le immagini che campeggiavano sui social dopo la scarcerazione di uno degli indagati tra like, storie e festeggiamenti per la ritrovata libertà.

”Assolutamente sconcertante – prosegue il primo cittadino – è assistere ad una spettacolarizzazione della scarcerazione di uno degli imputati, circostanza oltremodo oltraggiosa nei confronti dei familiari della vittima che giustamente hanno dichiarato il loro sgomento rispetto all’accaduto. Condanniamo fermamente l’ostentazione prepotente di chi, pretendendo una dovuta impunità, non ha rispetto per la vita umana e per il dolore delle vittime di tali efferati atti di violenza. Ci uniamo al grido di dolore della moglie e della figlia di Maurizio ed alla richiesta di giustizia, esprimendo tutta la nostra solidarietà. Nel contempo, siamo fiduciosi nel lavoro della magistratura e nell’azione della Procura, che ha svolto con rapidità ed efficacia le indagini, e che siamo certi agirà prontamente per tutte le opportune determinazioni anche con riferimento ai disposti arresti domiciliari di uno degli imputati di cui abbiamo avuto notizia nella giornata di ieri”.

 

Nella foto la vittima Maurizio Cerrato