Tifoso ferito: Librandi-Morelli, “l’età degli arrestati è un allarme sociale”

Riceviamo e pubblichiamo:

Tre diciassettenni e diversi ragazzi appena maggiorenni tra gli otto arrestati per la rissa di Pozzuoli: l’età delle persone coinvolte è un allarme sociale.

Gli arresti sono una risposta importante dello Stato, ma dobbiamo chiederci come si arrivi così giovani a partecipare a una violenza nella quale un padre di famiglia viene ridotto in fin di vita”. Lo dichiarano Gianfranco Librandi, vicesegretario regionale con delega alla formazione di Forza Italia, e Carmine Morelli, coordinatore cittadino degli azzurri a Pozzuoli ed ex co-presidente della Puteolana, intervenendo sull’aggressione a Mario Spedaliere, il 34enne tifoso del Portici ricoverato in condizioni critiche.

“Alle forze dell’ordine e alla magistratura va il nostro ringraziamento. Accertare le responsabilità è indispensabile. Alla politica spetta anche sostenere le attività educative nei quartieri, rendere accessibile la pratica sportiva e dare continuità ai progetti che coinvolgono scuole, famiglie e associazioni”, afferma Librandi. “Questi interventi devono avere risorse, luoghi e persone che li portino avanti ogni giorno. La prevenzione si costruisce prima che un ragazzo finisca in una cronaca giudiziaria”.

“Da ex co-presidente della Puteolana ed ex calciatore, sento forte la responsabilità educativa dello sport. Una società lavora sui risultati, ma anche sul rispetto dell’avversario e sul comportamento dei propri sostenitori. È un impegno che continua fuori dal campo”, aggiunge Morelli.

“Vedere ragazzi così giovani coinvolti in questa vicenda è doloroso. Ci obbliga a domandarci quali esempi ricevono e quanto sappiamo insegnare loro a gestire una rivalità, una sconfitta, un contrasto. Il mio pensiero resta a Mario, ai suoi figli e alla sua famiglia. Da Pozzuoli deve arrivare una vicinanza che li accompagni in queste ore terribili”