Terra dei fuochi, roghi in calo del 14%: il bilancio illustrato a Casalnuovo

«I dati che abbiamo illustrato stanno a testimoniare l’attività sia di prevenzione che di repressione portata avanti con un impegno straordinario».

A Casalnuovo di Napoli, a Palazzo Salerno-Lancellotti, il prefetto di Napoli Michele di Bari, nel pomeriggio di oggi, ha incontrato non solo gli amministratori locali della zona, ma anche una delegazione di associazioni presenti sul territorio, per illustrare loro il bilancio delle attività avviate da tempo per il contrasto al fenomeno dello sversamento abusivo dei rifiuti e della combustione degli stessi nella cosiddetta “Terra dei fuochi”, ma anche quale sarà la linea di azione che proseguirà nei prossimi mesi.

Il prefetto ha rimarcato la piena collaborazione tra i vari livelli istituzionali, iniziando dalla cabina di regia istituita a Palazzo Chigi e presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con l’impegno del viceministro all’Ambiente Vannia Gava.

Ma per contrastare questi fenomeni c’è la necessità di un controllo serrato del territorio con pattuglie e tecnologie. Un’attività che sta avvenendo grazie alla control room, presso la sede del Comando regionale dei Carabinieri forestali, che vede la partecipazione di tutte le forze di polizia — Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza — e si avvale dell’apporto dell’Esercito italiano, della Polizia metropolitana e delle polizie locali. Queste ultime hanno potuto incrementare l’organico con assunzioni mirate grazie ai fondi messi a disposizione dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

«I risultati sono soddisfacenti, ma devono essere da sprone per il futuro», ha proseguito il prefetto, ricordando che lo scorso marzo l’Ue ha valutato positivamente la strategia messa in campo dal Governo, anche in relazione a quanto evidenziato dalla sentenza della Cedu.

L’obiettivo è duplice: la bonifica delle aree interessate dagli sversamenti, da un lato, ed evitare che si possano formare nuove aree di accumulo, dall’altro. È stata evidenziata l’attività del commissariato per le bonifiche guidato dal generale Vadalà e del prefetto Fabio Ciciliano, con il monitoraggio da parte di Arpac e Ispra.

La tecnologia sta aiutando anche in questo. Le “fototrappole” funzionano e fanno emergere un’amara realtà: «Che alcune persone — sono però una sparuta minoranza — ritengono normale abbandonare i rifiuti per strada».

Si è andati a verificare, ha detto ancora di Bari, laddove i rifiuti si producono: innanzitutto in quelle attività produttive e artigianali che sono fuori dal circuito dello smaltimento ordinario. Oltre 900 le ispezioni effettuate dal 1° gennaio al 30 settembre, con numeri in crescita rispetto allo scorso anno.

Quest’anno sono state sequestrate o interdette 491 aziende (più 100 per cento), mentre su strada sono stati controllati 70mila veicoli, di cui 1.087 sequestrati (più 100 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). Le patenti ritirate sono state 271.

Le persone denunciate sono state 1.193 (più 168 per cento), quelle arrestate 60, con un incremento del 400 per cento rispetto ai primi nove mesi del 2025.

Le sanzioni pecuniarie amministrative contestate dall’inizio dell’anno allo scorso mese ammontano a 7 milioni di euro. I roghi sono diminuiti del 14 per cento.

«C’è uno spettro di azione multiforme, globale — ha detto ancora — ed è questa la migliore risposta che si è data».