Stop numero chiuso a Medicina, giorno decisivo in Regione dopo il primo sì

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Scuole chiuse

“È stata approvata  alle dalla Prima commissione della Regione Campania presieduta dall’onorevole Giuseppe Sommese, la proposta di legge finalizzata ad abolire, a decorrere dall’anno accademico 2024/2025, le disposizioni legislative e regolamentari che disciplinano il regime di accesso programmato (il cosiddetto numero chiuso)”.

Lo rende noto lo stesso Sommese. “È una proposta che tutela in primis il diritto allo studio. Diritto che va garantito soprattutto alle fasce meno abbienti – ha spiegato il presidente della Prima commissione – Inoltre, rendere libero l’accesso ai corsi universitari di area sanitaria consentirà di migliorare il funzionamento e l’efficienza del servizio sanitario nazionale con nuove risorse umane”.

Oggi la proposta dovrebbe essere approvata in Consiglio Regionale.

Studenti già pronti all’annullamento per irregolarità

In seguito alla vicenda delle presunte irregolarità nei test per la facoltà di medicina, a Napoli diversi studenti si sono riuniti in un comitato e, assistiti dallo studio legale Pisani e Scaringia, hanno deciso di “andare fino in fondo: ci stanno fornendo documenti e prove – dichiara l’avvocato Pisani – per chiedere alla magistratura di annullare e far ripetere le prove per l’ammissione alla facoltà”. “Siamo pronti a chiedere anche il risarcimento danni e il rimborso delle spese per tutti gli studenti traditi e danneggiati nei loro sogni”, aggiunge il legale, secondo cui il numero chiuso è “ingiusto, illogico e incostituzionale”.

“Secondo quanto mi è stato segnalato in lacrime da tanti aspiranti medici – continua Pisani, confermando dunque quanto già trapelato altrove – qualcuno avrebbe pagato migliaia di euro per iscriversi a un corso di preparazione che permetteva di conoscere in anticipo le domande del test. Altri invece hanno trovato un gruppo su Telegram su cui circolavano soffiate sulle domande a cui gli aspiranti medici sarebbero stati sottoposti. Si azzeri tutto – conclude – e si risarciscano tutti i danni agli studenti vittime di caos e violazioni gravissime dei principi base di trasparenza correttezza e buona fede che sono stati del tutto ignorati”.