Somma Vesuviana, una Messa solenne in memoria del Padre redentorista Giuseppe Odierna (1807 – 1866)

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1974

Il 13 marzo del 1866 moriva in una cella del convento di San Domenico, in concetto di santità, il Padre redentorista Giuseppe Odierna. Domenica 13 marzo, in occasione del 156° anniversario della morte, si terrà una solenne celebrazione alle ore 18:30 nella Reale Chiesa.

In occasione del 156° anniversario del transito di Padre Odierna, il parroco di San Michele Arcangelo e San Giorgio martire, Rev. Nicola De Sena –  in collaborazione con l’Archivio storico municipale Giorgio Cocozza e la famiglia Odierna di Sarno – ha organizzato una solenne celebrazione eucaristica con la partecipazione del cappellano militare, don Cosimo Monopoli, autorità civili e politiche. La liturgia sarà animata dai solisti dell’orchestra e coro Laetamini in Domino della Città di Sarno, diretti dal M° Celestino Pio Caiazza. Per l’occasione sarà benedetta una targa marmorea in memoria del sacerdote liguorino all’interno della cappella di Sant’Alfonso Maria de Liguori. Un dovuto ringraziamento alla Ditta Co.Ge.Fi.D. di Fiore Di Palma e al geometra Vincenzo Castaldo.

Dal 1816 al 1902, il convento, con l’annessa chiesa, divenne sede della Congregazione del SS. Redentore (Liguorini). L’azione svolta dai Padri fu notevole in campo sociale: agirono principalmente nell’assistenza dei poveri e nell’educazione dei giovani. Nei momenti più tristi della storia – epidemie, carestie ed eruzioni – non venne meno la loro carità. Padre Giuseppe rivesti, già dal 1849, la carica di rettore ecclesiastico. Nacque a Sarno il 4 ottobre del 1807 dagli Acconsolillo, all’età di 15 anni entrò nella congregazione redentorista, svolgendo il suo noviziato con molto fervore. Emise la professione religiosa nel 1823 e fu ordinato sacerdote nel 1831 a Cellino San Marco. Nonostante malato, si impegnò con grande slancio a diffondere la parola del Vangelo come missionario. Predicava con la propria vita, destando tra la gente così tanta ammirazione, che furono innumerevoli le conversioni attuate nel corso del suo ministero. Umile, semplice, estremamente osservante della regola specialmente per quanto riguarda la povertà, assiduo al confessionale, riusciva ad essere consolatore e affettuoso. Uomo dottissimo, secondo le testimonianze, veniva chiamato biblioteca ambulante.

Nel febbraio del 1866, fu colpito da una neoplasia tumorale maligna alla testa. Tuttavia, pur sopportando con animo risoluto e spirito eroico, ricevette con fervore l’estremo sacramento dell’unzione. Cessò di vivere, dopo venti giorni di grandi sofferenze, alle ore 19:00 del 13 marzo del 1866 nella sua cella del convento, circondato dall’affetto dei confratelli. Il dolore della cittadinanza, dove era venerato come un Santo, fu notevole. La salma – accompagnata solennemente con cassa e coltre dagli associati della Confraternita del Santissimo Rosario –  fu inumata, così recita l’ atto di sepoltura, il giorno seguente alle ore 18.00 nella fossa separata sotto all’incorno dell’epistola della cappella sepolcrale, numero di croce 2317. La cappella cimiteriale, originariamente, era ubicata al di fuori del muro di cinta della zona d’inumazione del vecchio camposanto.

Attualmente è inglobata nel nuovo esteso cimitero ed è in via di ristrutturazione, grazie all’Amministrazione cittadina che la rilevò con un accordo di retrocessione volontaria nel 2011 dalla Curia Vescovile di Nola. L’antico appezzamento di terreno di mq. 94,50 fu concesso al pio sodalizio il 18 gennaio del 1864 dall’ Amministrazione cittadina. I resti mortali di Padre sono attualmente custoditi nel civico camposanto di Somma Vesuviana, in attesa di una degna sistemazione nella cappella di Sant’Alfonso Maria de Liguori della chiesa di San Domenico.