SOMMA VESUVIANA – A pochi mesi dall’insediamento della nuova amministrazione comunale, avvenuto a fine giugno 2026, i lavori pubblici diventano uno dei primi terreni di confronto con l’opposizione. Nell’ultimo Consiglio comunale sono state presentate diverse interrogazioni sulle opere pubbliche della città e, tra queste, quella sullo stato dell’arte dello stadio comunale “Felice Nappi”, interessato da un lungo e complesso iter e da lavori che hanno subito ripetute battute d’arresto.
A rispondere è stato il neo assessore al Bilancio, Michele Saggese, che ha ripercorso punto per punto la vicenda, ricostruendo passaggi amministrativi, finanziamenti, sospensioni e ritardi accumulati negli anni precedenti. Un quadro che la nuova amministrazione si trova oggi a dover riprendere in mano, nel tentativo di rimettere in moto le diverse situazioni ancora aperte.
Il nodo principale riguarda le risorse economiche. Per il “Felice Nappi” il progetto complessivo, suddiviso in tre fasi, vale circa 1,9 milioni di euro. Il finanziamento CIS “Terra dei Fuochi”- ha spiegato l’Assessore Saggese- ammonta però a 770mila euro ed è destinato alla prima fase, relativa al rifacimento e all’allargamento del campo di calcio. Per le successive fasi, tra cui nuova illuminazione, area verde e campo da basket coperto, sarà necessario reperire ulteriori risorse.
La prima fase era stata aggiudicata nell’aprile 2025 e il cantiere consegnato nel maggio successivo. Ad agosto, però, i lavori vennero sospesi. Seguì una perizia di variante, approvata nell’ottobre 2025, mentre nei mesi successivi la Direzione Lavori sollecitò più volte l’avvio delle lavorazioni.
A complicare ulteriormente il percorso sono intervenute anche le questioni relative ai subappalti. Due richieste sono state respinte dagli uffici comunali nel corso del 2026, fino ai più recenti passaggi amministrativi che hanno portato la nuova amministrazione a sollecitare nuovamente impresa e Direzione Lavori.
Il 9 settembre il Comune ha infatti chiesto di dare seguito ai lavori “senza ulteriori indugi”. Due giorni dopo l’impresa affidataria ha comunicato la presenza in cantiere, a partire dal 14 settembre, della società Archè per la ripresa delle attività eseguibili.
La risposta all’interrogazione diventa così anche l’occasione per fotografare una delle questioni che la nuova amministrazione ha ereditato e che ora è chiamata ad affrontare. Dopo anni di procedure, sospensioni e rallentamenti, sul “Felice Nappi” la partita si sposta nuovamente sul cantiere: l’obiettivo è trasformare la ripresa amministrativa dell’iter in una concreta ripartenza dei lavori.
Intanto, però, a pagare il prezzo dell’attesa sono soprattutto la Viribus e i suoi tifosi. Senza la propria casa, i sostenitori sommesi continuano a peregrinare di stadio in stadio per seguire la squadra, mentre cresce la richiesta di poter tornare finalmente sugli spalti del “Felice Nappi”. Un appello che ormai non vive soltanto sui social, ma è comparso spesso anche sugli striscioni esposti lungo i ponti cittadini. Poche parole che racchiudono il sentimento di una tifoseria e il desiderio di riappropriarsi di un luogo storico dello sport sommese: “Ridateci il Nappi”.
