
Gli ultimi due consigli comunali hanno resuscitato il tarlo che accompagna il sindaco Piccolo quasi fin dall’insediamento: quello dei numeri. E quello dei numeri, in vista del Bilancio, è un «tarlo» aggressivo, che non dà pace. Intanto, mentre il Pd attacca e Forza Italia invoca chiarezza, il sindaco avrebbe sottoposto alla sua maggioranza un documento con il quale gli si dovrebbe conferire il mandato di “aprire” ad altre forze politiche. Al momento qualcuno lo avrebbe firmato, altri no.
Maggioranza a rischio per il sindaco Pasquale Piccolo. Tra i «suoi» consiglieri c’è chi si assenta e chi scalpita, ma anche sui banchi di opposizione gli atteggiamenti sono variegati: chi intransigente, chi conciliante. Per il sindaco non è una novità, sta cercando di tenere i remi in barca fin dall’inizio, spesso anche con appelli pubblici alle forze politiche presenti in consiglio comunale e in uno o due casi era riuscito finanche ad invocare un governo di salute pubblica.
Ora no, invece. Al momento Piccolo ha scelto la strada più cara ai politici di vecchio corso, ma abbiamo chiesto direttamente a lui i motivi, così come gli abbiamo chiesto se siano vere le voci di un presunto «avvicinamento» con Forza Italia. «Non sto facendo incontri carbonari, ma alla luce del sole – replica il sindaco – se ho scelto la strada della trattativa politica, senza appelli pubblici, è appunto perché i fini sono squisitamente politici, qui non c’è alcuna cospirazione». Se di trattative si tratta, si perdoni il gioco di parole, la domanda è: è attualmente in corso con tutti gli esponenti di Forza Italia? «Sì, con tutti» – risponde il sindaco e continua: «Lo scopo è trovare una condivisione sulle idee e sui programmi». Altra voce insistente riguarda un possibile rimpasto di giunta ma su questo il sindaco non si sbottona.
I tempi sono stretti: nei primi giorni di giugno andrà in aula il bilancio e per quella data il governo Piccolo – che in due anni ha perso pezzi importanti – ha bisogno di un paracadute.

E Forza Italia? Il commissario cittadino e consigliere comunale Antonio Granato chiede un’unica cosa: chiarezza. «Gli ultimi consigli si sono celebrati per la responsabilità delle forze di opposizione – dice Granato -e questo è evidente. Ora, giacché non ci sono in vista imminenti tornate elettorali e che andrebbe scongiurato il commissariamento, bisognerà capire cosa vuole fare il sindaco, se vorrà aprire un confronto serio. Noi siamo disponibili ad ascoltare, nel rispetto del ruolo che gli elettori ci hanno assegnato e confidando che non si tratti di manovre tese a destabilizzare le forze politiche».
In tutto ciò c’è chi dall’opposizione parla di altri possibili interessi, come il consigliere Giuseppe Auriemma, segretario cittadino del Pd. «Il quadro politico emerso dagli ultimi consigli comunali appare simile ad un teatro delle ombre cinesi – dice Auriemma – quello dove i personaggi si muovono senza mai apparire veramente. Piccolo, in realtà, da tempo galleggia con una maggioranza risicata a un solo numero di differenza, il suo, sempre più debole e sotto ricatto politico della sua variegata compagine. Il comportamento di alcuni consiglieri di opposizione inoltre è altrettanto ambiguo e ipocrita. Forza Italia o parte di essa, sembra interessata, visto il comportamento in aula, a passare con Piccolo. Sicuramente, diranno, “per il bene del paese, bla bla bla…” ma le cose non stanno così.

Le “ombre cinesi” nascondono accordi sotto banco per nuovi assessori e dirigenti che possano rappresentare il nuovo possibile assetto non voluto dagli elettori alle ultime amministrative del 2014. Il balletto dell’ipocrisia e del trasformismo. Come potrebbero i consiglieri in questione, giustificare un cambiamento così radicale rispetto alle accuse, alla richiesta di sfiducia e alla minaccia di dimissioni? Sorge il sospetto che il richiamo vero sia altro. Tra poco si dovranno indire gare e appalti per svariati milioni di euro, scelte importanti per i rifiuti, la tesoreria, la riscossione dei tributi, l’illuminazione pubblica, i servizi al cimitero, scelte che presuppongono un quadro politico e amministrativo trasparente. Non le “ombre cinesi” della politica locale. Somma, in un momento così delicato, dopo le ultime vicende degli arresti per camorra, non merita questa classe dirigente incapace e “grigia”».



