SOMMA VESUVIANA – Sono passati ormai quasi cinque anni da quando trecento cittadini sommesi, molti con grandi sacrifici, versarono un anticipo di qualche migliaio di euro per assicurarsi un loculo al cimitero comunale.
Alla nostra redazione stanno scrivendo in tanti, alcuni di loro hanno una storia che dovrebbe almeno far balenare a chi di dovere l’ipotesi di passarsi una mano sulla coscienza. Ci sono papà con figli scomparsi in giovane età che tra poco dovranno essere esumati e, se non si troveranno alternative, finire in una fossa comune. Ci sono vedove, mamme, padri, figlie e figlie che chiedono una sola cosa, un segno di civiltà, un’accelerazione dei lavori che ormai dovrebbero essere terminati da tempo. Invece non è così e in molti cominciano a perdere la pazienza con lavori che iniziano, si fermano, con problemi burocratici, con volontà manifestate e poi disattese.
A luglio 2020 furono aggiudicati i lavori di ristrutturazione della congrega del Ss Rosario, a novembre dello stesso anno fu rimodulato il quadro economico; a marzo di quest’anno invece, un comunicato stampa dall’amministrazione comunale annunciava l’inizio dei lavori per la realizzazione di 318 loculi nuovi nella cappella sepolcrale del Santo Rosario, aggiungendo che la suddetta notizia era attesa da ben 17 anni. Ad oggi però la situazione al cimitero comunale non è migliorata. Lavori fermi, nessuna comunicazione alle oltre trecento persone in attesa di versare la cifra restante per assicurarsi un loculo per l’ultimo riposo dei propri familiari, aree in totale degrado e, come se non bastasse l’introduzione di un’ulteriore fatica per chi il luogo sacro lo frequenta. Come le persone anziane che per accedere al cimitero si trovano sistematicamente sbarrato il cancello principale e sono costrette a fare metri e metri di strada per entrare da un altro ingresso, ben più distante.
Quanto ancora si dovrà aspettare? Una comunità si può dire civile quando rende onore ai propri defunti.
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