SOMMA VESUVIANA – Otto ore di sciopero e un presidio davanti alla sede della Regione Campania per chiedere risposte sul futuro della Mibex. La mobilitazione, proclamata dalle RSU aziendali e dalle segreterie territoriali di Fiom, Uilm e Uglm, è in programma il 4 novembre 2026 e coinvolgerà tutto il personale dello stabilimento. Al centro della vertenza ci sono le prospettive occupazionali di 59 lavoratori e delle loro famiglie.
Secondo quanto riferiscono le rappresentanze sindacali, nell’ultima riunione l’amministratore delegato ha illustrato un quadro difficile: mancano commesse capaci di saturare la capacità produttiva degli impianti. Le lavorazioni ancora, spiegano i sindacati, si esauriranno entro il 10 novembre. Da quel momento si renderà necessario ricorrere agli ammortizzatori sociali, mentre resta aperto il nodo delle prospettive industriali dell’azienda.
Le organizzazioni dei lavoratori chiamano in causa la famiglia Massucco, proprietaria del gruppo, attribuendole la responsabilità di non aver diversificato le attività aziendali. Una scelta che, nella valutazione sindacale, avrebbe esposto lo stabilimento alle difficoltà del mercato, mettendo a rischio la continuità del lavoro. Nel comunicato viene denunciata una gestione definita miope, accompagnando la critica con la richiesta di conoscere quali iniziative la proprietà intenda assumere per tutelare l’occupazione.
La prima richiesta è un confronto con i dipendenti. RSU e sindacati sollecitano un incontro immediato e trasparente, nel quale chiarire le soluzioni possibili e gli impegni dell’azienda. La scadenza del 10 novembre rende ristretto il tempo a disposizione per affrontare la crisi.
Un altro fronte riguarda il coinvolgimento della Regione Campania. Il tavolo di crisi, riferiscono le sigle sindacali, è stato richiesto già ad agosto, ma si attende ancora la convocazione. Pur riconoscendo il numero e la complessità delle vertenze seguite dagli uffici regionali, i rappresentanti dei lavoratori chiedono un’accelerazione, denunciando l’incertezza che pesa sulle 59 famiglie coinvolte.
Nel documento viene riconosciuto l’ascolto ricevuto dalla Prefettura. I sindacati spiegano di averne seguito i consigli, evitando di inasprire il confronto, e rivolgono un appello anche alla società civile affinché sostenga la ricerca di soluzioni concrete per il futuro del territorio.
Lo sciopero del 4 novembre porterà dunque la vertenza davanti alla Regione, con l’obiettivo di ottenere un intervento tempestivo delle istituzioni e impegni sulla salvaguardia dei posti di lavoro. RSU, Fiom, Uilm e Uglm annunciano che la mobilitazione proseguirà fino a quando non arriveranno risposte certe sulla tenuta occupazionale e sul futuro dello stabilimento di Somma Vesuviana, chiedendo che il confronto produca indicazioni prima dell’esaurimento delle lavorazioni.
