Somma Vesuviana, 20 anni fa moriva lo storico locale Giorgio Cocozza

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Sono trascorsi venti anni da quel 2 giugno 2002: quel giorno terminò l’avventura terrena l’ing. Giorgio Cocozza, nato a Somma Vesuviana il primo gennaio del 1931. Forte era l’interesse per la storia della sua città, cui si dedicò con straordinaria passione come indagatore e ricostruttore della molteplicità dei fatti. Oggi, l’Archivio storico, che porta il suo nome, esalta il suo ricordo affinché rimanga ai posteri il suo esempio indimenticabile.

 

 

 Giorgio Cocozza si laureò in Scienze economico-marittime presso l’Istituto Universitario Navale di Napoli il 13 settembre del 1961. Al ritorno dal servizio militare, insegnò per alcuni anni matematica in un istituto nolano, dando anche lezioni private. Vinse, successivamente,  il concorso al Ministero della Marina Mercantile e iniziò a lavorare nel Porto di Napoli. Già allora – come riferisce l’appassionato storico Angelo Di Mauro nei suoi ricordi –  si dedicava, nei ritagli di tempo, alla sua passione nascosta: la storia locale. La sua ricerca è passata per tutti gli archivi napoletani; gli studenti universitari, inoltre, trovarono in lui la fonte di qualsiasi problema storico. Con le sue indagini diede impulso alla rivista Summana, dando particolare risalto all’aspetto economico-storico della sua città e alla storia dell’ Istituzione municipale attraverso i secoli. La sua consulenza gratuita, dettata dall’amore per la conoscenza della storia patria, era un momento illuminante per i bisognosi del momento, che si rivolgevano per richieste, spunti e tanti consigli. I suoi scritti sono caratterizzati da un’introspezione psicologica, quasi che i personaggi raccontati fossero stati conosciuti direttamente. Tante volte, con meticolosità estrema, riusciva a intuire quello che era dietro le carte e non solo quello che esse riportavano. Maneggi, clientele, furti, violenze, generosità, altruismo; la maggior parte dei personaggi della storia sommese, prima o poi erano costretti a svelare la loro vera identità e natura, quale essa fosse veramente, davanti alla sua ricerca serrata, assidua e costante.

Era storia autentica quella che nasceva dai suoi studi, distribuita, per modestia, in articoli brevi, ma densi, che raccoglievano – come afferma lo storico Alfonso Scirocco – considerazioni meditate, che altri magari avrebbero estese in saggi corposi o addirittura in opuscoli. Tra i suoi lavori, ricordiamo, oltre ai numerosi articoli apparsi sulla rivista Summana, un puntuale lavoro sulla rievocazione degli eventi della repubblica partenopea del 1799 nel territorio vesuviano; uno studio inedito sull’Arciconfraternita del Pio Laical Monte della Morte e Pietà di Somma (di cui era confratello effettivo); una sezione dedicata alla sua città nell’opera, edita dai Lions Club Palma Vesuvio Est nell’anno sociale 1997-98, intitolata Itinerari Vesuviani. Colpito da una grave malattia, che né ostacolò fortemente l’attività di ricerca, continuò tuttavia, fino alla fine, nella sua opera di ricerca, prodigandosi con generosità e impegno. Oggi, l’Archivio storico, che porta il suo nome, esalta il suo ricordo affinché rimanga ai posteri il suo esempio indimenticabile.