POZZUOLI. Alcune lievi scosse di terremoto sono state registrate dall’Ingv questa mattina ai Campi Flegrei. Le più forti quelle di magnitudo 2.2, individuate alle ore 6 e alle 6.02 e localizzate con epicentro vicino Pozzuoli.
Le scosse registrati dai sismografi sono state 8 tra le 6 e le 6.05: quasi tutte non hanno superato la magnitudo 1, ad eccezione dei due eventi già citati. Sarebbero 9 comprendendo un’altra registrata alle 3 di notte, sempre di magnitudo 1.2.
Lo studio sulle scosse
“Prosegue la risalita di gas ed il sollevamento del suolo associato a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi”, ha spiegato dopo la scossa di lunedì all’ANSA Mauro Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: “Al momento registriamo tra le 3mila e le 4mila tonnellate di CO2 emesse ogni giorno”.
Il terremoto del 16 ottobre è il più forte da quello di magnitudo 4.0 avvenuto il 2 ottobre alle ore 22,08 che, anche in quel caso, aveva dato il via ad un nuovo sciame sismico. Sopra la soglia della magnitudo 3.0, a partire da settembre, si sono registrati anche l’evento del 27 del mese (4.2), quello del giorno precedente con magnitudo 3.2, del 22 settembre (3.0) e del 7 settembre (3.8).
“Gli eventi di questa intensità sono stati pochissimi – dice Di Vito – la stragrande maggioranza sono al di sotto della magnitudo 2.0, in tutto registriamo circa un migliaio di scosse al mese”.
Analisi sulla risalita del magma
Confermata l’assenza di segnali della risalita di magma in superficie, che è la condizione necessaria perché avvenga un’eruzione. Questo fenomeno, infatti, verrebbe annunciato in maniera evidente tramite i dati di monitoraggio continuo fatto dall’Ingv: ad esempio, si registrerebbero bruschi aumenti nella temperatura delle rocce, evidenti deformazioni del suolo e anche accelerazioni nella gravità. Il rapido susseguirsi di sciami sismici nell’area, dunque, è dovuto al momento solo alla risalita continua di gas e all’accumulo di energia.

