Sant’Anastasia, premio Fontana d’Argento 2026 al preside del Pacioli: «La scuola è un presidio di legalità»

Il riconoscimento consegnato nella Sala consiliare del Comune durante il Festival itinerante di Giustizia sociale “Manifesti per la legalità”. Al centro il ruolo dell’istruzione nella crescita civile delle nuove generazioni.

SANT’ANASTASIA – La scuola non è soltanto il luogo in cui si apprendono nozioni e competenze. È anche uno spazio in cui si costruiscono coscienze, si impara il rispetto delle regole e si coltiva il senso di responsabilità verso gli altri. È su questo terreno che si inserisce il riconoscimento assegnato ad Attilio Trusio, dirigente scolastico dell’IIS Luca Pacioli di Sant’Anastasia, che questa mattina ha ricevuto il Premio “Fontana d’Argento” 2026.

La cerimonia si è svolta nella Sala consiliare del Comune, nell’ambito della prima giornata del Festival itinerante di Giustizia sociale “Manifesti per la legalità”. Un appuntamento che ha acceso i riflettori sul rapporto tra istituzioni, educazione e partecipazione civica, riconoscendo il valore di chi opera quotidianamente per formare cittadini consapevoli.

Il premio attribuito a Trusio valorizza l’impegno e la visione educativa con cui il dirigente guida la comunità scolastica, mettendo al centro la legalità, la giustizia sociale e la crescita civile degli studenti. Tra i momenti centrali della giornata, il panel dal titolo “Scuole, dove sono presidi di giustizia sociale e di legalità”, che ha coinvolto i dirigenti scolastici del territorio in una riflessione sulla funzione della scuola nella società contemporanea.

Un tema particolarmente significativo in un momento in cui agli istituti scolastici è richiesto di affrontare sfide che vanno ben oltre la didattica: contrastare le disuguaglianze, promuovere il rispetto reciproco, prevenire le forme di esclusione e offrire ai giovani strumenti per comprendere la realtà in cui vivono.

In questo scenario, il dirigente scolastico svolge un ruolo che non si esaurisce nella gestione dell’istituto. La sua guida contribuisce a definire un ambiente educativo nel quale studenti, docenti, personale e famiglie possano sentirsi parte di un progetto comune.

È proprio nelle attività quotidiane, nei rapporti tra compagni, nel rispetto delle regole e nella capacità di confrontarsi con le differenze che i principi della legalità diventano esperienza concreta. Valori che non si trasmettono soltanto attraverso le lezioni, ma anche con l’esempio e con le scelte di ogni giorno.