SANT’ANASTASIA – Un’anima bella. Stamattina quell’anima si è staccata dalla vita terrena, dal mondo costruito in questi 35 anni pieni di gioia, amici e valori sani, per raggiungere idealmente il Paradiso.
C’erano tutti all’addio di Ciro Maione, il barman del The Sign di Pomigliano morto all’età di 35 anni per un malore improvviso nella sua abitazione di Sant’Anastasia. Proprio nella cittadina anastasiana sono stati celebrati i funerali ai quali hanno partecipato anche i titolari di diversi locali, nei quali Ciro ha lavorato in passato, anche a Somma.
Con queste parole lo ha salutato il titolare del The Sign, il pub pomiglianese dove lavorava che col tempo è diventato il suo migliore amico.
“Hai aperto il the Sign qui a Pomigliano con me, nel 2019. Sei diventato il mio migliore amico, il mio vice, il direttore, tutto. Sei stato importante per chiunque abbia passato anche solo 15 minuti nel locale. L’uomo spogliatoio. La colla che ha tenuto sempre unità una famiglia di banditi come noi.
“Ho il Drago tatuato sul petto” dicevi sempre. Ed ora abbiamo noi tutti tatuato te. Sei e sarai sempre fondamentale. Un’anima bella. Ti sei fatto amare. Ed è bellissimo leggere tutto quello che si scrive di te. Grazie di tutto Ciro, è stato un onore. Il 5 Gennaio resteremo chiusi fino alle 17.30 per salutarti, a modo nostro. Perché siamo stati famiglia soprattutto grazie a te. Abbiamo ancora bisogno di te, per cui…Ancora una volta e per sempre, #CiroFaiTu …ci fidiamo. E come amavi sempre dire quando qualcuno ci salutava… “Insegna agli angeli come si fa ad essere la più bella persona di sempre” Marco, e lo staff del The Sign””
Un dolore acuito dal fatto che Ciro a breve sarebbe convolato a nozze con Sara, la compagna di una vita. E’ proprio a lei va il pensiero di Mariano Improta, titolare del Blue Sky, locale storico di Somma dove Ciro ha lavorato in passato: “Ti ho adorato dal primo giorno in cui sei entrato da quella porta che guarda scorrere la vita ogni giorno,quella vita che avresti meritato di vivere in eterno! Immaginavo un futuro in cui tu vecchio più vecchio di quello che eri dentro già da giovane 22enne, saresti passato a salutarmi (come facevi sempre) insieme a Sara e i tuoi figli, per raccontare loro delle notti magiche passate a lavoro insieme, con gli occhi pieni di gioia incuranti della fatica, insieme con Marco e gli altri dello staff, di come ammaliavi i clienti con i tuoi sguardi seducenti, clienti che poi facevano a gara per passare un momento con te, solo per una tua parola,o un tuo consiglio su cosa bere, sempre con un sorriso per tutti o un occhiatina maliziosa, quel tuo fare severo e saggio… mi facevi schiattare dal ridere quando incitavi tutti come un Giullare, ma io già ti ammiravo come un Grande RE amico,confidente sempre lì pronto ad ascoltarmi, senza porre giudizio, senza mai imporre il tuo punto di vista, chiaro e definitivo. Come la tua uscita di scena! chiara e definitiva! Resterai per sempre nel mio cuore da Giullare e Grande re”

