
Il sindaco Abete: «Un risultato prezioso, ringrazio il consigliere Ceriello e l’onorevole Manfredi (Pd)». Il consigliere Raffaele Coccia (Pd), esponente dell’opposizione: «Apprendiamo che il sindaco ha cambiato idea su quei locali dove fin dal principio avevamo suggerito fosse allocato il servizio, se non fosse un bene per la città dovremmo prendere in prestito l’espressione di un nobile napoletano e rispondergli “Ma mi faccia il piacere”».
Con una nota stampa diramata ieri sera (martedì 17 gennaio) alle 19,30, il sindaco Lello Abete annunciava una buona nuova per Sant’Anastasia: il servizio di emergenza territoriale 118 rimarrà sul territorio comunale e sarà operativo in pochi giorni, nei locali Asl di via Garibaldi. Nello stabile, già sede Asl, sono quasi finiti i lavori di rinnovo. Vi si accederà da piazza II Ottobre mentre dell’ingresso di via Garibaldi continueranno a usufruire gli utenti degli altri servizi specialistici e ambulatoriali. Nel pomeriggio di ieri, il sindaco Abete – come informa il comunicato stampa – ha visitato la struttura per verificarne lo stato.

Ma le dichiarazioni con le quali si annuncia la novità, di sicuro positiva, hanno provocato la reazione e la replica del consigliere di opposizione Raffaele Coccia (Pd) che in consiglio comunale, precisamente nella seduta del 28 giugno 2016, si era scontrato con il primo cittadino proprio in merito a quei locali.
Tramite la nota di ieri sera, il sindaco Abete fa sapere: «L’amministrazione comunale è stata costantemente attenta e, grazie anche all’impegno del consigliere Saverio Ceriello, ha portato un risultato prezioso e soddisfacente per i cittadini anastasiani. È doveroso ringraziare la direzione Na3Sud e la direzione del distretto Pomigliano – Sant’Anastasia. Un grazie anche all’onorevole Massimiliano Manfredi che non ci ha fatto mancare il suo sostegno e non ci ha mai abbandonato in questo percorso che ha portato il 118 a rimanere definitivamente in paese, in locali appositamente rinnovati ed adeguati ad accogliere il servizio».

Nella seduta di consiglio comunale tenutasi il 28 giugno scorso, invece, la posizione del sindaco Abete era alquanto diversa in merito. Mentre Coccia (fonte: verbali del consiglio comunale, trascrizioni ufficiali) alzava la voce sostenendo che gli amministratori dovevano pressare l’Asl perché mettesse a disposizione parte dei propri locali (quelli di via Garibaldi) e si diceva disposto ad incatenarsi dinanzi all’Asl incitando gli amministratori a fare altrettanto, il sindaco (replicando al question time proposto appunto da Coccia) sosteneva di aver proposto almeno dieci locali per il 118 (senza elencarli) ma che non poteva invece proporre un locale che era già di proprietà Asl. «Cioè, io devo proporre all’Asl un locale che è già in sua gestione?» – riportano i verbali.
Premesso che ai cittadini poco importerà di chi sia il merito ma solo il risultato (il 118, al contrario di altri servizi importanti migrati altrove, come la Farmacia, rimarrà qui e questo è fondamentale), il consigliere Coccia rivendica comunque l’impegno portato avanti con il supporto della consigliera regionale Enza Amato, come i due ribadivano in un comunicato del 10 novembre scorso, quello in cui annunciavano già due mesi or sono la decisione dell’Asl.

«Dopo quel consiglio comunale – dice Coccia – il 10 agosto si è tenuta una riunione, su mia proposta, nella sala giunta del Comune, erano presenti oltre al sottoscritto, la dottoressa Carmen Aprea, vicesindaco, la consigliera regionale Enza Amato, il direttore dell’Asl, Caterino. In quella sede ribadivo che il servizio di emergenza dovesse essere allocato nei locali dell’Asl tant’è che successivamente siamo andati, con la consigliera Amato e il dott. Caterino, a fare un sopralluogo, convenendo che quella soluzione era giusta. Tutto ciò mentre ancora pochi minuti prima la vicesindaco Aprea proponeva altri locali tra cui qualcuno proprietà di privati. Ieri invece apprendiamo da comunicati diramati alla stampa che quasi quasi questa proposta l’ha portata avanti il sindaco, ci felicitiamo perché ha cambiato idea ma con un nobile napoletano dovremmo solo dirgli “ma mi faccia il piacere”. Nonostante qualcuno tenti di attribuirsi i meriti e l’impegno, non possiamo che essere contenti di quanto ottenuto per i cittadini».



