Sabato 17 gennaio la Santa Messa con la benedizione del pane e degli animali: l’invito del parroco a riscoprire il senso autentico della festa
Nei cortili, nelle masserie, attorno al fuoco che scalda e illumina, ritorna una memoria antica che parla di fede, comunità e tradizioni contadine. Anche quest’anno, a San Gennarello di Ottaviano, si è rinnovata la celebrazione di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali e simbolo profondo del mondo rurale.
La ricorrenza è un momento di devozione autentica, che affonda le sue radici nelle campagne, nei gesti semplici e nella religiosità vissuta insieme. A ricordarlo è lo stesso parroco della Parrocchia di San Gennarello, don Raffaele Rianna, che ha invitato la comunità a riscoprire il valore profondo di questa festa.
«Non solo spettacolo, ma preghiera, condivisione e fede», è il messaggio che accompagna l’iniziativa. Alle ore 19:00, nella Chiesa Parrocchiale di San Gennarello, è stata celebrata la Santa Messa con la tradizionale benedizione del pane e degli animali, un rito che richiama il legame antico tra l’uomo, la terra e il creato.
Sant’Antonio Abate è da sempre figura cara al mondo agricolo, custode degli animali e simbolo di protezione e speranza. Celebrare la sua festa significa custodire una tradizione che unisce generazioni diverse, mantenendo viva una memoria collettiva fatta di fuochi, incontri e spiritualità condivisa.
Un appuntamento che invita a rallentare, a ritrovarsi e a riscoprire il senso autentico della festa, nel segno della fede e della comunità. A San Gennarello, il 17 gennaio non è solo una data sul calendario, ma un ritorno alle radici.



