Risarcimento per vacanza rovinata, di cosa si tratta e come richiederlo

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A nessuno piacerebbe vivere una vacanza da incubo, eppure i casi di vacanza rovinata si verificano tutte le estati.

Per questo ogni turista dovrebbe non solo conoscere correttamente i propri diritti, ma anche essere in grado di farli valere allo scopo di difendersi nel caso in cui qualcosa non dovesse andare per il verso giusto.

Che cos’è il danno da vacanza rovinata

In particolare, per poter ottenere un risarcimento per vacanza rovinata sarà necessario che si verifichi il relativo danno.

Si parla di danno da vacanza rovinata nel momento in cui un soggetto abbia sofferto un pregiudizio per il fatto di non aver potuto godere in modo completo del viaggio che questo aveva organizzato.

Quindi, si avrà questo tipo di danno nel momento in cui il turista non possa godere della tanto agognata vacanza, oppure abbia comunque trovato, al suo arrivo, delle condizioni spiacevoli, capaci, quindi, di rovinare del tutto la sua vacanza.

Il danno sta nella lesione dell’interesse che il turista avrà al pieno godimento del viaggio che avrà organizzato, soprattutto come occasione di svago, riposo o semplice piacere.

Si potrebbe anche dire come la compagnia aerea, il tour operator, o comunque chi sia responsabile per il viaggio rovinato sia imputabile per il fatto di non aver adempiuto al contratto stipulato correttamente con il proprio cliente.

Da che cosa viene regolato il risarcimento per vacanza rovinata

Il risarcimento per vacanza rovinata viene regolato dal Codice del Consumo, che ha consentito non solo di regolamentare tantissime situazioni che erano, in precedenza, davvero nebulose, ma anche di individuare una figura specifica, che è quella del fruitore di servizi giuridici.

Se, quindi, tu ti dovessi occupare di prenotare una vacanza, rientreresti sicuramente in questa categoria di soggetti.

Nel Codice del Consumo si individua la possibilità di ottenere un risarcimento sia per il fatto di non aver potuto godere di quanto acquistato e prenotato, sia per il tempo che sarà trascorso in modo inutile, e anche per il fatto di non poter più recuperare quella vacanza, ormai sfumata.

Il danno da vacanza rovinata e la sua interpretazione

Moltissime pronunce hanno consentito di individuare anche quelli che sono i contorni del danno da vacanza rovinata.

Questi, infatti, sono riferiti non solo, ad esempio, al fatto di arrivare sul luogo della vacanza trovando l’albergo chiuso, ma anche nel momento in cui tu dovessi ritenere la vacanza non all’altezza delle aspettative, ad esempio perché il tuo alloggio, o il trasporto, dovessero essere al di sotto rispetto a quanto ti era stato promesso.

Per far valere il tuo diritto al risarcimento del danno da vacanza rovinata avrai la possibilità di rivalerti nei confronti della tua agenzia viaggi, o del tour operator, entro tre anni dal tuo rientro dal luogo di vacanza.

Per quanto riguarda i danni riferiti al trasporto (se, ad esempio, pagando la prima classe ti sei trovato a doverti spostare in un’area molto meno attrezzata) avrai da 12 a 18 mesi di tempo poter richiedere il tuo risarcimento.

I 12 mesi si riferiscono ai trasporti al di fuori dall’Europa, mentre si arriva a 18 per i trasporti su suolo europeo.

Per tutti i danni patrimoniali che siano diversi da quelli arrecati alle persone (ad esempio per le spese aggiuntive che avrai dovuto subire per i disservizi che avrai dovuto affrontare) la domanda di risarcimento dovrà essere presentata entro un anno dal tuo rientro al luogo di partenza.

Per ottenere il tuo risarcimento dovrai prima rivolgerti al responsabile (agenzia di viaggi o tour operator) con una lettera raccomandata, e nel caso in cui questo tipo di richiesta non abbia effetto, potrai rivolgerti all’ADR, che in Italia si trova presso le Camere di Commercio.

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