Provocazione dei licenziati Fiat: con la foto di Amatrice per montare una tenda davanti alla fabbrica della Panda

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“Macerie sulle case e macerie sui diritti”: iniziativa provocatoria messa a segno oggi pomeriggio a Pomigliano. Le foto dell’iniziativa.

Provocatoria iniziativa dei 5 licenziati della Fiat di Pomigliano. Gli ex operai dello stabilimento automobilistico dalle 18 stanno montando una tenda davanti alla grande fabbrica pubblicizzando la loro iniziativa puntata al loro reintegro al lavoro attraverso una locandina che sullo sfondo reca una foto delle macerie del paese di Amatrice distrutto dal terremoto. “Macerie sulle case e macerie sui diritti: e stiamo tutti sotto le tende”, lo slogan adottato dai manifestanti, estromessi definitivamente dal ciclo produttivo dopo aver esposto nel giugno del 2014 un fantoccio di Marchionne “impiccato” con un cappio a un patibolo montato all’ingresso del reparto logistico Fiat di Nola, reparto il cui personale è aggregato all’impianto di Pomigliano.  Nel frattempo il tribunale di Nola per ben due volte ha dato ragione all’azienda, respingendo con altrettante sentenze la richiesta di reintegro dei licenziati. Il prossimo 20 settembre si pronuncerà su questa vicenda la Corte di Appello di Napoli. Nel loro comunicato stampa i manifestanti rivendicano  ” il reintegro immediato per i 5 licenziati politici fiat per la difesa del diritto di opinione dei lavoratori”. In questa direzione i manifestanti hanno stilato un programma di lotta.  Eccolo: dal 24 agosto al 3 settembre presidio permanente e montaggio della tenda all’ingresso principale  della Fiat Pomigliano; il 2 settembre, ore 21, cena sociale organizzata dal collettivo 48ohm di Pomigliano e dopo la cena, cineforum; dal 4 settembre al 15 settembre presidio in piazza Municipio, a Napoli, (nei pressi della gru), e montaggio della tenda; il 16 settembre, dalle ore 10, tavola rotonda al Maschio Angioino (sala dei Baroni) organizzata dai primi firmatari dell’appello; 18 settembre, dalle 18, concerto per la libera satira (luogo da definire); 20 settembre, ore 10, presidio al al tribunale di Napoli (Corte di Appello); 23 settembre, pulmann autogestito da Pomigliano a Roma contro il commissariamento di Bagnoli. “Denunciamo l’isolamento di chi vive in cassa integrazione – scrivono i licenziati – imposta ad uso e consumo del padrone Marchionne, che genera fra gli operai depressione e che ha portato a ben due suicidi in pochi mesi e ad altrettanti tentati suicidi.  Noi siamo stati licenziati – aggiungono i manifestanti – proprio per denunciare la violenza padronale, gli abusi e i ricatti che giornalmente gli operai devono subire fuori e dentro gli stabilimenti, violenza padronale agevolata dai sindacati complici e venduti. Le conseguenze del piano Marchionne le stanno vivendo ormai tutti i lavoratori attraverso il Jobs Act del governo Renzi, un governo dei padroni. A questo – l’appello di Mignano e dei suoi compagni fatto attraverso la sigla del sindacato Si Cobas –  bisogna resistere e opporre la costruzione di una coscienza di classe e della solidarietà fra operai, fra lavoratori, capendo che se non c’è reazione le conseguenze saranno ancora peggiori così come dimostra l’ultimo accordo sul diritto di sciopero che verrà deciso dai padroni e dai suoi servi. Lo sciopero, la solidarietà, l’unità delle vertenze è l’unica forma di lotta , la più efficace , che gli operai, studenti, precari e disoccupati hanno per difendere il proprio lavoro, la propria dignità, e il proprio futuro” .

Pomigliano, la protesta provocatoria dei licenziati Fiat
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