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il sindaco accanto alla famiglia frascogna_
il sindaco accanto alla famiglia frascogna_

Il sindaco Gianluca Del Mastro: “Violenza colpa delle istituzioni”. Don Peppino Gambardella: “L’omicida deve espiare la sua colpa e pentirsi”    

 

Pomigliano, la città dell’assassino di Simone Frascogna, il diciottenne Domenico Iossa, non vuole dimenticare la terribile tragedia della sera del 3 novembre. Per questo motivo venerdi il parroco di San Felice in Pincis, don Peppino Gambardella, ha voluto organizzare una veglia di preghiera nella chiesa patronale con la mamma di Simone e con tutta la famiglia del diciannovenne ucciso a coltellate per motivi futili quanto assurdi, nella vicina Casalnuovo, dove il ragazzo viveva e studiava stimato e amato da tutti quelli che lo conoscevano. Dal pulpito sono intervenuti il sindaco Gianluca Del Mastro e l’assessore all’istruzione e alle politiche giovanili, Rosanna Genni, preside dell’Isis Europa, proprio la scuola in cui Simone stava per diplomarsi. “E’ stata una violenza avvenuta per colpa delle istituzioni. Perché la prevenzione è l’unica arma contro queste tragedie – ha sostanzialmente detto il nuovo sindaco di Pomigliano, eletto appena un mese fa – la scuola e le istituzioni tutte, anche i comuni ovviamente, devono farsi carico di chi vuole perdersi per la strada. Poi diventa troppo difficile intervenire per impedire fatti del genere, che si consumano in modo istantaneo, improvviso, dovunque”. In chiesa la gente ha pregato per Simone e per consolare l’inconsolabile mamma, Natascia Lipari.  “Che il Signore consoli questa mamma afflitta e liberi la città da questa violenza”, le parole di don Peppino, che è anche il parroco di Domenico Iossa e della sua famiglia, residente a pochi passi dalla chiesa di San Felice. “Chiedo perdono – afferma il sacerdote – perché il Signore chiede di perdonare ma chiedo anche che durante la giusta espiazione in terra della sua colpa il giovane omicida si penta e si converta, perché nessuno ha il diritto di togliere la vita. Lui è un assassino”. Don Peppino conosceva Domenico Iossa. “E’orfano di padre – racconta – da bambino faceva qui il doposcuola perché aveva difficoltà di apprendimento. Poi decise di non andare più a scuola. Comunque quando un ragazzo si perde così siamo tutti colpevoli, famiglia e istituzioni, sono d’accordo con il sindaco”. Ieri pomeriggio don Gambardella ha contattato di nuovo la signora Lipari. “I ragazzi della parrocchia le stanno preparando una lettera – conclude il parroco – non abbiamo nessuna intenzione di lasciarla sola”.