Al momento improbabile un patto tra i dem e i pentastellati a causa della maggioranza democrat cittadina schierata con il suo segretario, sostenitore di Bonaccini. Intanto la sinistra continua il suo attacco ai politici dimissionari
A 45 giorni dalla presentazione in municipio dei nomi dei candidati alle elezioni comunali del 14 e 15 maggio si presenta ancora nebuloso il quadro elettorale a Pomigliano, città delle grandi fabbriche napoletane strategica sia sul fronte politico che industriale. Qui all’orizzonte si profilano vari candidati a sindaco e una valanga di liste civiche. Finora da queste parti la campagna elettorale è stata caratterizzata esclusivamente dagli strali della compagine locale di sinistra Rinascita i cui militanti ieri hanno presentato al commissario prefettizio Carolina Iovino, impegnata a traghettare la municipalità fino alla elezioni, un esposto zeppo di nomi e circostanze contenente la richiesta di una verifica su una serie di presunte « commistioni tra ex amministratori comunali, gli appalti per lo smaltimento dei rifiuti e l’edilizia ».
Però le incognite politiche sono anche troppe. Non si sa quale sarà nella prospettiva delle alleanze la posizione del Partito Democratico, la cui sezione locale è controllata dal segretario cittadino Eduardo Riccio, avvocato amministrativista nonché vicesindaco uscente che con le sue dimissioni ha dato il via alla sfiducia del sindaco Gianluca Del Mastro, firmata giovedi 16 febbraio in uno studio notarile da cinque consiglieri di maggioranza e da otto dell’opposizione, in parte ascrivibile al centrodestra. Dimissioni, quelle di Riccio e dei consiglieri di maggioranza “ammutinati”, che però sono state duramente condannate dal deputato del Pd Marco Sarracino, il segretario provinciale uscente del partito adesso in ascesa politica per aver contribuito alla vittoria di Elly Schlein, divenuta segretaria nazionale democrat dopo le primarie democratiche di domenica. Primarie del Pd che però qui a Pomigliano hanno premiato Stefano Bonaccini, ultra sponsorizzato da Riccio, con il 52 % dei consensi locali (238 voti). Ma è stato forte anche il consenso a Schlein, che ha ottenuto il 47 % (212 voti). Numeri questi ultimi che stridono con quelli delle primarie tenute il 12 febbraio dai soli iscritti alla sezione cittadina del partito. Iscritti che hanno ascoltato il loro segretario locale e che quindi hanno espresso per Bonaccini un consenso schiacciante: oltre il 72 %.
Con una situazione del genere appare dunque al momento difficile la riproposizione a Pomigliano di un’alleanza tra PD e Movimento Cinque Stelle, patto che nel settembre del 2020 portò alla vittoria il sindaco Gianluca Del Mastro e alla sconfitta del centrodestra del sindaco ex forzista Lello Russo, il cui dominio era durato per dieci anni di fila proprio nella città operaia delle grandi fabbriche. Da quell’autunno di due anni fa sono intercorsi notevoli cambiamenti politici e conflitti insanabili, in particolare dopo l’abbandono, l’estate scorsa, del Movimento Cinque Stelle da parte dell’ex ministro degli Esteri e pomiglianese doc Luigi Di Maio, abbandono che ha preceduto il flop di Di Maio alle elezioni politiche di settembre sotto le insegne di Impegno Civico, partito quasi subito scomparso dalla scena politica. Conflitti culminati con le dichiarazioni di alcuni esponenti pomiglianesi rimasti fedeli all’ex ministro, come Dario De Falco, stretto collaboratore di Di Maio, e l’ex assessore alle politiche sociali, Salvatore Esposito, che hanno sostanzialmente rivendicato un ruolo nel siluramento di Del Mastro praticamente avallando le decisioni del segretario cittadino del PD, Riccio. Nel frattempo i militanti di Rinascita stanno animando una campagna elettorale che nelle piazze stenta a rendersi visibile. L’altra sera hanno tenuto un’assemblea in un albergo di Pomigliano a cui hanno partecipato per pochi minuti gli attivisti cittadini del nuovo Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte e Roberto Fico. E ieri hanno presentato un esposto, corredato da una serie di documenti dettagliati, al commissario prefettizio.
« Le denunce di Del Mastro – scrive Rinascita alla vice prefetto Iovino – evidenziano pressioni sul sindaco sfiduciato per ottenere la rimozione dei responsabili politico-amministrativi dei settori urbanistica, edilizia e polizia locale, ritenuti eccessivamente rigorosi nell’attuazione dei principi di legalità e che hanno riscontrato illegalità non solo nel campo edilizio, illegalità confermate dalla magistratura penale e amministrativa e da diversi provvedimenti antimafia della prefettura di Napoli. Tutte situazioni – l’appello di Rinascita – alle quali siamo certi che lei rivolgerà la dovuta e competente attenzione. Le chiediamo inoltre di effettuare ogni opportuna verifica, anche in ordine all’esistenza di eventuali commistioni, incompatibilità e/o conflitti di interesse, anche potenziali, di soggetti che hanno rivestito negli anni funzioni politico-amministrative; soprattutto relativamente all’assunzione, da parte dei suddetti soggetti, di incarichi di consulenti, diretti e/o indiretti, di enti e soggetti privati aventi rapporti economici o interessati a provvedimenti/autorizzazioni dell’ente locale. Ciò anche alla luce dei principi espressi da diverse fonti normative e giurisprudenziali e da varie deliberazioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’ANAC ».

