Nonostante le dimissioni del vicesindaco e segretario cittadino del partito, Eduardo Riccio, i consiglieri comunali e gli altri assessori democratici non hanno voluto dare seguito alla decisione dell’avvocato amministrativista
Con le dimissioni rese note ieri attraverso i social, il vicesindaco, assessore al bilancio e segretario cittadino del PD di Pomigliano, Eduardo Riccio, ha innescato la prima crisi nella maggioranza di centrosinistra che nel settembre del 2020 sconfisse il centrodestra riconquistando la guida della città, dopo dieci anni di potere dell’ex sindaco, Raffaele Russo. E’ una crisi scoppiata ad appena due anni dalla vittoria del professore universitario Gianluca Del Mastro, sindaco da appena 27 mesi, e che è arrivata in un momento cruciale, cioè quando il Comune si stava apprestando a spendere per il territorio i 40 milioni di euro stanziati grazie ai progetti municipali approvati nell’ambito del PNRR. Intanto, a dalle sue parole, pare che l’obiettivo di Riccio dell’ormai sia quello di andare al voto nella tornata di maggio.
«La situazione di immobilismo e distanza dai bisogni della città – scrive l’avvocato amministrativista – in cui versa la giunta impone scelte radicali: non è il tempo del compromesso, dell’attesa, del palazzo. E’ il tempo del coraggio ». Ma c’è un problema per Riccio: il gruppo consiliare del suo partito non lo ha seguito. I quattro consiglieri comunali del Pd, a partire dal capogruppo, Vincenzo Libio, stanno facendo quadrato attorno al sindaco Del Mastro. A ogni modo l’ex vicesindaco in questa fase è appoggiato da due civiche, Pomigliano 2020 e Nuove Generazioni, che hanno annunciato, sempre tramite i social, di aver lasciato la maggioranza, dopo aver rivendicato un riassetto della giunta a seguito delle dimissioni, nelle scorse settimane, di altri due assessori, Carmine Sautariello (Patrimonio) e Mariangela D’Auria (Ambiente). Sautariello si è dimesso per motivi familiari, D’Auria per contrasti interni. Maggioranza in bilico. Pomigliano 2020 ha due consiglieri comunali, Marianna Manna e Angelo Toscano, cognato di Riccio.
Due consiglieri anche per Nuove Generazioni, Cantone e Raffaele Sibilio, che era stato assessore ai lavori pubblici dell’ex sindaco di centrodestra Russo ma che poi, nel 2020, lo abbandonò per entrare nella coalizione della prima alleanza comunale PD-M5S, il “laboratorio” varato per la prima volta nella città dell’ex leader Cinquestelle, Luigi Di Maio. Nel frattempo, dopo l’uscita di Di Maio dai pentastellati, nell’estate 2022, il gruppo consiliare M5S ha annunciato il passaggio a Insieme per il Futuro. Adesso il sindaco Del Mastro può contare su 12 dei 24 voti disponibili in consiglio comunale, quello suo e quello dei consiglieri di IpF (Cioffi, Vera Toscano, Passariello, Salvi e Morra) del PD (Libio, Giacomo Toscano, D’Onofrio e Mazia) e della civica Idea Pomigliano (Beneduce e Toscano). I consiglieri di opposizione sono diventati 12. L’incognita è però il partito di sinistra “Rinascita”, che ha un consigliere, Antonio Avilio, e che aveva sostenuto Del Mastro nel 2020, per poi uscire dalla maggioranza. L’esponente di Rinascita, Vito Fender, ieri ha attaccato Riccio accusandolo di aver scaricato colpe sull’amministrazione comunale che invece sono soprattutto sue. Su tutta la vicenda è intervenuto il consigliere regionale del PD Massimiliano Manfredi.« Mi auguro – ha dichiarato – che le difficoltà di questo momento vengano superate rapidamente ».


