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Pomigliano, elezioni, la prof della Federico II: “Più cultura e meno cemento”

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la professoressa universitaria Daniela Milo
la professoressa universitaria Daniela Milo

Se le dici che fa parte della intellighenzia pomiglianese si schermisce e storce anche un po’il naso Daniela Milo, 45 anni, docente universitaria di lingua e letteratura greca alla Federico II di Napoli nonché ricercatrice accademica sin da quando era giovanissima. A ogni modo la professoressa Milo ha le idee chiare sulla sua Pomigliano, pure se guarda con una punta di distacco e con provato disinteresse personale a queste elezioni comunali.

Comunque è facile pensare che lei tenga molto alla sua città…

“Pensi che io mi sono sposata con un uomo di Napoli città, di Fuorigrotta, ma viviamo insieme qui dal matrimonio. Non ho mai voluto allontanarmi da Pomigliano”

Come vede in questo momento Pomigliano ?

“Noto un grande fermento, un grande dibattito. Potrà sembrare strano, paradossale, ma vedo una notevole affinità tra il dibattito, il confronto accademico e quello che sta accadendo qui. Vedo Pomigliano come un grande laboratorio, come un grande centro di discussione e di confronto. I candidati stanno facendo giustamente la loro propaganda ma osservo anche un dibattito costruttivo, vedo diverse persone che vogliono dare il loro contributo disinteressato”

E come giudica il confronto che finora si è consumato?

“Finora i candidati stanno esponendo i loro programmi e le loro idee in modo corretto, com’è giusto che sia in una campagna elettorale. Mi auguro che da questo confronto possa uscire un governo che tenda a fare sempre meglio, a creare centri di interesse, di aggregazione, di ritrovo culturale. Io guardo in primis a questo”

Cosa manca a Pomigliano ?

“Vorrei che ci fossero più luoghi di aggregazione culturale, a 360 gradi. E non parlo solo di cultura settoriale, specialistica. Ci vuole una maggiore crescita culturale complessiva. Inoltre bisogna creare più aree verdi. In questo momento per esempio davanti a casa mia stanno costruendo un nuovo palazzo ma non vedo zone verdi attrezzate accanto. Tanto è stato fatto in passato in questo senso. Spero che ci sarà un incremento delle aree verdi e  che contemporaneamente si badi anche alla sicurezza e alla creazione di veri luoghi di accrescimento comunitario. Inoltre la periferia e la zona centrale sono ancora scollegate tra loro”

Pomigliano nei primi anni Duemila è stata anche sede universitaria…

“Si, purtroppo non lo è più da molto tempo. Eppure questa città ha molti istituti superiori. E’ un peccato davvero: questa è una zona collegata molto bene, sia su ferro che su gomma”

Quali sono gli altri punti deboli ?         

“Sono un’insegnante e soprattutto una madre, per cui penso spesso alla movida di Pomigliano. Per me va regolamentata e controllata di più. La mia città deve essere un luogo di aggregazione costruttivo. Ecco, perché non creare una movida alternativa, magari realizzando cineforum per i ragazzi, magari realizzando centri sociali in cui non si prenda soltanto il solito drink ma in cui si possano guardare film interessanti, leggere libri, fare giochi di società anche a sfondo culturale, organizzare rassegne teatrali? Insomma, ci vogliono più cultura, meno consumo fine a se stesso e meno cemento”.