Pomigliano, anche qui vince l’astensionismo. Ma l’M5S si conferma primo partito

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comune di pomigliano

Il Movimento Cinque Stelle conferma il primato ma con meno della metà dei voti del 2018. Delusione Impegno Civico. Leggero aumento dei consensi al PD    

 

Le elezioni nazionali tenute ieri a Pomigliano, la città delle grandi fabbriche epicentro della politica nell’area metropolitana di Napoli, hanno confermato come primo partito il Movimento Cinque Stelle, com’era accaduto nel 2018. C’è però un differenza sostanziale rispetto a quattro anni fa, rappresentata da numeri di non poca portata. All’epoca infatti, quando il leader dei pentastellati era proprio il pomiglianese Luigi Di Maio, i voti ai Cinque Stelle erano stati 14366, il 64,4 %: un trionfo. Ieri invece il partito di Giuseppe Conte ha ottenuto 5994 consensi, una percentuale pari al 35,9. Un calo sicuramente dovuto a un contesto del tutto diverso, caratterizzato soprattutto dalla mancata partecipazione al voto in questa tornata elettorale. Quattro anni or sono nella città delle grandi fabbriche si recò alle urne il 74 % degli elettori. Ieri soltanto il 55 %.  A ogni modo è a sua volta diverso da quello dei Cinque Stelle il risultato pomiglianese relativo al Partito Democratico. Qui il PD, sia pure nell’ambito di una sostanziale magrezza di consenso, ha aumentato leggermente se si confrontano i numeri con quelli del 2018.

I democrat hanno ottenuto 2888 voti, il 17,3 %, mentre nella precedente tornata i voti erano stati 2548, pari all’11,4 %. Resta il fatto che il PD a Pomigliano registra un appeal ancora troppo contenuto se si considerano le sue potenzialità e un passato, ormai lontano, dalle percentuali ben più alte. Deludente inoltre la prestazione di Impegno Civico, uno dei due pilastri, l’altro è il PD, della maggioranza comunale guidata dal sindaco Gianluca Del Mastro. Pure da queste parti il partito, appena nato, del pomiglianese doc Luigi Di Maio, sconfitto a queste elezioni, non ha brillato. Ha ottenuto solo 1167 voti, pari al 6,99. Terzo FDI di Giorgia Meloni, con il 9,5 % e 1589 voti.

Quarta la lista Calenda di Azione e Italia Viva, che ha registrato 1538 voti, pari al 9,2, e che qui ha avuto come candidato al Parlamento un ex consigliere comunale, l’avvocato Vincenzo Romano, risultato terzo nel collegio uninominale, dopo la vittoriosa pentastellata Carmela Auriemma, avvocato della vicina Acerra, e Paolo Siani, del PD, fratello di Giancarlo, il giornalista ucciso dalla camorra negli anni Ottanta. E ecco il dato di Forza Italia: è il sesto partito, dietro Impegno Civico, con 1147 voti pari al 6,8 %. Infine c’è un “quasi pareggio”, quello tra la Lega, con 588 voti  (3,5 %) e il duo Verdi-Sinistra Italiana, con 557 voti (3,3%).