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Quando Gaetano Capasso portò in classe un piccolo braciere per riscaldarsi….Lo “stato” degli edifici scolastici. Il “polo per l’infanzia” che sorgerà a San Gennarello di Ottaviano, e il finanziamento della Città Metropolitana. La  questione della “mensa”, che è stata al centro di un dibattito dai toni accesi. I buoni-libro. La dott.ssa Virginia Nappo, che è anche assessora all’Edilizia Scolastica e ai Rapporti con la Scuola, fornisce su questi temi chiarimenti importanti. Ma oggi cosa offre ai giovani ottavianesi l’istruzione pubblica?

 

Questa intervista nasce dal concorso di tre impulsi. Prima di tutto, il desiderio di tornare ai tempi della “Bardinella”, quando scrivevo quasi solo articoli su temi ottajanesi. Poi la “scossa” trasmessa dalle foto dei dirigenti scolastici che, dotati di elmetti gialli, protestano, a Roma, davanti alla sede del Ministero della Pubblica Istruzione perché si affronti seriamente il problema della sicurezza degli edifici scolastici, e per ricordare che “ccà nisciuno è fesso” a quei legislatori e politici “distratti” che hanno “scaricato” sulle fragili spalle dei dirigenti quasi tutta la responsabilità connessa a quel problema. E poi la suggestione dei ricordi. Qualche giorno fa ho parlato della storia di Ottaviano ai ragazzi dell’I.C. “ D’ Aosta” che frequentano la 2a media: le loro aule sono quelle in cui trascorsi i tre anni del Liceo, lungo un corridoio in cui si è svolta, per decenni, la splendida storia dell’”A. Diaz”. Faceva freddo, in inverno, in quelle piccole stanze, non c’erano i termosifoni, e gli scioperi erano “reati” puniti con l’espulsione da tutte le scuole. Ma un giorno di freddo insopportabile un mio compagno di classe, il compianto Gaetano Capasso, che sarebbe diventato un grande ingegnere e un mago del “virtuale”, mandò in scena una protesta clamorosa: entrò in classe reggendo “nu panaro”, un cestino di vimini in cui era incastrato un piccolo braciere con carboni ardenti.

La scuola dell’obbligo di Ottaviano è stata al centro di discussioni anche agitate. Ne parlo con l’assessora Virginia Nappo, che dal luglio del 2018 gestisce deleghe importanti: Pubblica Istruzione, Cultura, Rapporti con la scuola, Edilizia Scolastica, Trasporto Urbano, Servizi Demografici del Comune di Ottaviano. Mi permetto di chiamarla “assessora”, perché l’Accademia della Crusca autorizza l’ uso del termine, in nome della parità di genere. Della dott. Nappo ho sempre ammirato la compostezza signorile con cui sostiene il peso di polemiche anche aspre: i “generi” sono pari, ma certi modi sono “pregi” ancora soprattutto femminili.

 Signora Assessora, qual è lo stato degli edifici scolastici?

“Non dimentichiamo che siamo partiti con un handicap: l’inagibilità e la conseguente chiusura del plesso “Rocco Scotellaro”. Abbiamo spostato gli alunni al plesso “Pozini”, ma subito dopo (e sottolineo subito) abbiamo ottenuto i fondi dalla Città Metropolitana per fare un istituto tutto nuovo. Arriveranno 1 milione e 780mila euro per la realizzazione di un polo scolastico per l’infanzia a San Gennarello.  Dal Miur abbiamo ottenuto finanziamenti per l’adeguamento antincendio dell’Ic “Beneventano”, dell’Ic “D’Aosta” (plesso Trappitella) e l’Ic di San Gennarello.  Abbiamo richiesto, inoltre, ulteriori fondi, per i quali abbiamo concrete speranze di ottenere riscontri positivi. Non mi piace fare paragoni, penso anzi che si debba lavorare sempre in continuità con il passato, per il bene della collettività: ma i dati sono questi e non mi sembra poco, francamente. Devo, a tal proposito, ringraziare il personale dell’ufficio tecnico che lavora all’edilizia scolastica e che non fa mai mancare il suo apporto prezioso”.

Ci sono problemi di manutenzione ordinaria?

“Anche su quella siamo attentissimi. Fin dall’estate abbiamo fatto una ricognizione di tutti gli edifici scolastici, e questo ci ha consentito di intervenire in maniera minuziosa e capillare. Abbiamo accolto e soddisfatto tutte le richieste degli istituti comprensivi e continuiamo a monitorare gli edifici senza interruzione”.

Ci parli della “mensa scolastica”.

“Certo, se Lei non me lo avesse chiesto, sarei stata io a sollecitare l’argomento, perché è mio interesse chiarire come sono andate le cose. Innanzitutto, cominciamo col dire che la “mensa” è partita. Ed è partita nello stesso periodo in cui è partita lo scorso anno. Nessun ritardo, nessuna criticità particolare, se non quelle derivate dal fatto che spesso si lavora in condizioni non facili. Basti pensare che l’ufficio Scuola è composto da un caposettore e da un solo dipendente, uno solo. A queste condizioni, il lavoro svolto è a dir poco eccezionale”.

 Qualcuno, nei giorni caldi della polemica, ha interpretato alcune sue parole come una critica alla società che gestiva la mensa l’anno scorso

“È un equivoco. Un incredibile e grossolano equivoco. Ho troppo rispetto per il lavoro altrui per avanzare critiche sulla professionalità di chicchessia, al di là dei risultati. La società che l’anno scorso gestiva la mensa ha ricevuto delle sanzioni dal Comune e, per questo, non abbiamo ritenuto opportuno procedere alla proroga. Tutto qua”.

Qual è il bilancio dell’attività svolta dall’assessorato?

 “Cominciamo col parlare dei buoni- libro. Siamo tra i pochi Comuni della Campania che erogano i “buoni- libro” contemporaneamente all’inizio della scuola. Niente attese, niente materiale didattico alternativo, ma libri per l’anno in corso. È così vero che l’”Anci” nel 2018 pubblicò sul suo sito la nostra iniziativa, lodandola. Aggiungo che quest’anno, a fare la richiesta per i “buoni- libro”, sono stati quasi 700 studenti, a fronte dei 400 o 500 degli anni passati. Significa che il servizio funziona. Se ci pensiamo, siamo dinanzi ad un fenomeno importantissimo: un libro scolastico è uno strumento prezioso, è un indispensabile compagno di viaggio. Noi mettiamo gli studenti che frequentano le scuole di Ottaviano in condizione di averli subito. Ma naturalmente non ci sono solo i “buoni- libro”. Dedichiamo costante attenzione alla manutenzione degli edifici, come ho spiegato precedentemente, e portiamo avanti con le scuole un dialogo proficuo, grazie ad un contatto continuo. Lavoriamo a progetti che possano sempre coinvolgere i nostri istituti: presto ce ne saranno altri, che si aggiungono a quelli già attuati. Tra la mie deleghe c’è anche la cultura, ma io ritengo che non ci debbano essere grandi distanze tra la cultura e la scuola: sono due argomenti che si toccano, anzi che si intrecciano. In definitiva, ritengo di essere abbastanza soddisfatta del lavoro svolto finora e di quello già programmato per il futuro: questa Amministrazione ci mette buona volontà e passione sempre, nella scuole come nelle altre “deleghe”, non solo mie, ma di tutti gli assessori e consiglieri “.

 Col trasporto scolastico come siamo messi?

“Il trasporto scolastico ad Ottaviano è partito fin dal primo giorno. Funziona bene, senza alcun problema di sorta”.

Un’ultima domanda: come è il suo rapporto personale col mondo della scuola ottavianese?

“Ottimo. E sa perché? Perché io dialogo con tutti. Come Amministrazione Comunale siamo sempre presenti alle iniziative culturali delle nostre scuole, veniamo coinvolti e a nostra volta coinvolgiamo le scuole. È una sinergia positiva, che va avanti da anni e che non sarò certo io ad interrompere. Non lo scopro io: l’Amministrazione Capasso mette la scuola al primo posto. E chi lo nega è in malafede”.

C’è qualcosa da migliorare? Restano problemi da risolvere?

 “C’è sempre qualcosa da migliorare e i problemi ci saranno sempre, direi che è inevitabile. Quando il sindaco Luca Capasso mi ha dato queste deleghe, sapevo che sarebbe stato complicato. Tutto sommato, però, le soddisfazioni sono maggiori delle grane, proprio perché sono consapevole che non si deve smettere mai di cercare miglioramenti”

Non tocca all’assessora Virginia Nappo dirci quale sia il livello dell’”offerta” culturale che le scuole ottavianesi garantiscono ai loro alunni. Ma è un tema che va affrontato, perché in questo momento drammatico per l’economia di Napoli, della Campania e del Sud, la Scuola è, più che mai, il primo “luogo” della speranza. Forse, il solo “luogo”.