Dal raid del 5 gennaio alla lunga attesa, con i cittadini costretti a rivolgersi alla sede di Ottaviano. La riapertura restituisce alla comunità un presidio quotidiano fatto di pagamenti, pensioni, spedizioni e piccoli gesti di ogni giorno.
OTTAVIANO – Ci sono servizi di cui ci si accorge davvero soltanto quando vengono a mancare. Un ufficio postale è uno di questi: una porta che si apre ogni mattina, una fila agli sportelli, una bolletta da pagare, una pensione da ritirare, una raccomandata da spedire. Gesti ordinari, quasi invisibili nella routine, che diventano improvvisamente complicati quando il punto di riferimento più vicino scompare.
Per San Gennarello, oggi è finalmente il momento di voltare pagina. Dopo dieci mesi di attesa, l’ufficio postale della frazione di Ottaviano ha riaperto al pubblico, restituendo ai residenti un servizio essenziale per la vita quotidiana.
A darne notizia è stato il sindaco di Ottaviano, Ferdinando Federico, che ha accolto con soddisfazione il ritorno dell’ufficio: «Una buona notizia per la comunità, che torna a disporre di un servizio essenziale per le esigenze quotidiane dei cittadini». L’amministrazione comunale ha sottolineato il valore della riapertura, che restituisce al territorio un importante punto di riferimento. Ma dietro l’annuncio c’è una storia cominciata molto prima, in una notte di gennaio, quando un assalto aveva improvvisamente interrotto la normale attività della sede.
Era il 5 gennaio 2026 quando, intorno alle quattro del mattino, un’esplosione squarciò il silenzio di via Luigi Carbone. Alcuni individui con il volto coperto fecero saltare lo sportello automatico dell’ufficio postale, senza riuscire ad asportarlo. Non si registrarono feriti, ma i danni alla struttura furono tali da rendere necessaria una lunga chiusura.
Da quel momento, per gli abitanti di San Gennarello, il disagio non si è limitato alla vista di una sede danneggiata. È entrato nella quotidianità: per effettuare operazioni allo sportello, pagare bollette o sbrigare pratiche postali, l’utenza ha dovuto fare riferimento all’ufficio di Ottaviano.
Una difficoltà che ha pesato soprattutto su anziani, pensionati e persone senza la possibilità di spostarsi autonomamente. Già nelle ore successive all’assalto, il problema era emerso con tutta la sua concretezza: un servizio dato per scontato, ma indispensabile per chi non dispone di alternative facilmente raggiungibili.
La riapertura è stata confermata dopo l’ultima proroga della chiusura, comunicata da Poste Italiane al Comune il 28 settembre. Il provvedimento aveva fissato al 16 ottobre il termine dei lavori di ripristino e indicato il 17 ottobre come data per il ritorno alla sede originaria.
Dieci mesi sono un periodo lungo per una comunità costretta a rinunciare a un presidio così vicino. Per questo il ritorno alla normalità non si misura soltanto nella riapertura di una porta, ma nella possibilità di recuperare tempi, abitudini e autonomia. San Gennarello ritrova un punto di riferimento che appartiene alla vita ordinaria della frazione: un luogo in cui si sbrigano commissioni, si affrontano scadenze e si risolvono necessità che non possono sempre essere rimandate.
Il raid di gennaio aveva lasciato paura e disagi. Oggi, dopo mesi di attesa, la notizia è finalmente un’altra: l’ufficio di San Gennarello riapre le porte e restituisce ai cittadini un servizio essenziale.
