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Diretta al caposettore del Comune che ha redatto la determina per approvare la manifestazione svoltasi alcune settimane fa ad Ottaviano e già foriera di numerose polemiche e frizioni  (leggi qui) tra amministrazione, Ente Parco, Legambiente, arriva un verbale di contestazione di illecito amministrativo per «violazione dell’articolo 30 della legge 394/1991, nonché del “regolamento sanzioni amministrative Ente Parco Nazionale del Vesuvio pubblicato nel Burc n.18 del 6 aprile 1998”. Una sanzione che ammonta a circa 350 euro.

A darne notizia è, sulla sua pagina, lo stesso sindaco di Ottaviano, Luca Capasso che non ha preso per niente bene la multa diretta al suo caposettore. «Nonostante tutte le forze dell’ordine abbiano riconosciuto la legittimità dello slalom automobilistico Città di Ottaviano, il Parco Vesuvio si è inventato una multa da circa 350 euro, comminata al caposettore del Comune che ha scritto la determina con la quale approvava la manifestazione. Ma quella determina è stata scritta col parere positivo del Prefetto e della Città Metropolitana. Perché il Parco non multa anche loro? Noi intanto faremo ricorso, poi valuteremo anche se da parte del Parco ci sia stato abuso di potere. In tal caso sarà querela». Così, tra sanzioni, ripicche, interrogazioni parlamentari e minacce di querela continua la polemica sullo slalom Città di Ottaviano di fine settembre. Ed è vero che le forze dell’ordine hanno riconosciuto l’assenza di danni alle specie animali e vegetali, ma il Parco ha pensato bene di concentrarsi su un articolo preciso della Legge Quadro e in quella norma, come è vero che si parla di “costruzioni e mutamento dell’utilizzo dei terreni” e del relativo nullaosta da chiedere al Parco (ndr, l’amministrazione ha sostenuto fin dal principio che non ne aveva il dovere), cosa che non ha nulla a che fare con un rally o eventi simili, si fa pure riferimento a “quant’altro possa incidere sulla morfologia del territorio”. Ed evidentemente dall’Ente Parco ritengono che la norma sia stata violata e citano pure il regolamento delle sanzioni amministrative della stessa area protetta che prevede sanzioni finanche per il mero “disturbo” delle specie animali o per il non autorizzato “sorvolo” di veicoli, utilizzo di fuochi all’aperto e, all’articolo 21,  la «introduzione e/o circolazione di autoveicoli e motoveicoli anche se riferiti ad attività sportive, fuori dalle strade statali, provinciali, comunali e vicinali, gravati dai servizi di pubblico passaggio e private, fatta eccezione per i mezzi di servizio e per le attività agricole e pastorali». Come dire, la querelle potrebbe finire nelle aule di tribunale con esiti per nulla scontati.