L’Istat, Istituto nazionale di statistica, ha pubblicato di recente delle tabelle sugli indicatori di povertà assoluta. Vi si legge che dal 2006 al 2016 c’è stata una forte crescita del numero delle famiglie in difficoltà, passate da poco meno di un milione a 1,6 milioni.
L’incremento maggiore di famiglie in povertà assoluta, in termini percentuali, si registra nelle regioni del centro (+133,8%); seguite da quelle del nord (+62%) e del sud (+52%).
Cioè, nel sud, dove non si è mai compiuta una vera industrializzazione (e dove per paradosso si sta vivendo l’era post-industriale), dove si registra la più alta percentuale di disoccupazione giovanile e femminile, dove i servizi arrancano, dove lo spazio che occupa la criminalità è sempre fin troppo esteso, ebbene, in questo sud l’Istat registra un numero di famiglie in povertà assoluta minore che in altre parti d’Italia.
…Chi ci capisce qualcosa è bravo.
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