Nola. Abbattere tutte le costruzioni abusive che “popolano” piazza d’Armi: è il primo passo, appena avviato dal Comune di Nola, per arrivare alla creazione di un parco urbano in uno degli spazi aperti più grandi dell’intero hinterland nolano. La disposizione è contenuta in un’ordinanza la cui notifica è stata avviata oggi.
Quello del recupero e della riqualificazione dell’imponente area di Piazza d’Armi è uno degli argomenti di cui si parla in città sostanzialmente da sempre. Fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale la piazza era al servizio della Caserma Principe Amedeo (nota in città come “Il 48”) che è stata parzialmente distrutta dall’esercito tedesco in ritirata.
Da allora si sono susseguite le proposte per il rifacimento dell’edificio, e per il recupero della piazza, sempre rimaste però solo sulla carta. Alcuni anni fa si è deciso di separare il destino della immensa piazza da quello dell’edificio. Il progetto prevede di trasformare lo spazio aperto in un grande parco urbano verde. Prima però sarà necessario il passaggio di proprietà della piazza (attualmente del Demanio) a favore del Comune. Il trasferimento dovrebbe essere a costo zero per l’ente di piazza Duomo, a condizione però di liberare la piazza da edifici abusivi e poi riqualificarla. In particolare per la riqualificazione è stato già chiesto un finanziamento di 5 milioni di euro.
Ieri quindi è stata notificata ai titolari di varie strutture che si trovano sull’area un’ordinanza con la quale si obbligano i proprietari a provvedere a proprie spese alla demolizione dei manufatti. Si tratta per la precisione di sette piccoli edifici nei quali sono allocate altrettante attività commerciali. L’ordinanza indica con precisione che esiste il diritto del Comune di ordinare l’abbattimento delle varie costruzioni.
La parola passa ora ai vari titolari delle strutture, alcune delle quali presenti sul posto da molti anni, i quali avranno 60 giorni di tempo per proporre ricorso davanti al Tar della Campania. In quel caso saranno poi i magistrati amministrativi a decidere sul proseguimento della vicenda.

