Napoli – Lazio (Partita 46), chi s’allament’ è fetent’

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Oggi, chi s’allament’ è fetent’, dopo l’ottimo periodo, dopo la vittoria schiacciante con la Lazio, nonostante i tribolati trascorsi di questa squadra.

 

 

Al Maradona arriva la Lazio e ci si gioca punti per la Champions. E’ una partita strana, aiutata da episodi favorevoli, la fortuna aiuta per una volta il Napoli, mentre la Lazio sembra avere la malasorte a farle compagnia. L’inizio è rocambolesco, si passa da un possibile fallo in area azzurra, alla gamba tesa che fa assegnare un rigore al Napoli, tutto deciso al VAR, tutto in pochi secondi. Il gol è di Insigne, inizia la frustrazione laziale. Il Napoli raddoppia, la palla parte dal piedino millimetrico di Insigne, ispirato oggi, fino allo strappo di Mertens, e al gol di Politano. La porta azzurra è però stregata per la Lazio, palo. Ma non pensiate che sia soltanto un po’ di fortuna, il Napoli è in condizione, è attento e pericoloso, mi sarebbe difficile trovare note stonate tra le fila azzurre. Nella ripresa il Napoli continua la sua corsa, in contropiede Hysaj sembra Insigne, passa il testimone ad Insigne, che fa se stesso. Tocca il pallone come se fosse un bicchiere di cristallo, e versa il vino nella porta di Reina, con una palommella da champagne. E non è finita, la classe di Zielinski e di Mertens porta al poker, incrocio dei pali e Reina ancora battuto. Non è giornata per la Lazio, che però si rialza, il Napoli subisce, arriva il gran gol di Immobile e l’errore di Meret sulla precisa punizione di Milinkovic-Savic. Un po’ di tensione, ma è troppo tardi, la partita è azzurra, Osimhen fa il quinto.

Non c’è nulla da dire oggi, non c’è nulla da dire a questo Napoli, la storia è cambiata, il Napoli vuole riprendersi almeno un pezzo di quello che ha lasciato per strada. Oggi, chi s’allament’ è fetent’, bisogna dar conto a ciò che vedono i nostri occhi e ciò che la nostra mente elabora, senza dar troppo peso a quello che è stato. Per ora, ritornate a godervi questi momenti di felicità.